venerdì 5 luglio 2013

PSI MARCHE - CONVOCAZIONE DIRETTIVO REGIONALE 11 LUGLIO 2013


Ai componenti del Direttivo Regionale LORO SEDI

Agli invitati di diritto
LORO SEDI

Ai componenti la Commissione Regionale di Garanzia
LORO SEDI

Al Consigliere Regionale PSI
Pieroni Moreno

p.c. Al Segretario Nazionale PSI
on. Riccardo Nencini 

Oggetto: Convocazione Direttivo Regionale

Cari compagni e care compagne, è convocato il Direttivo Regionale P.S.I delle Marche, per il giorno :

11 / Luglio / 2013 (Giovedi’) alle ore 17,30 presso la Società Operaia di Porto San Giorgio in via Gentili n. 16 per discutere il seguente :
 
Ordine del giorno

1) - Valutazioni e conseguenti decisioni relative al programma di fine legislatura ed al rimpasto della Giunta della Regione Marche;

2) - Congresso nazionale del Partito, del prossimo autunno;

3) - informativa sui risultati elettorali nella città di Ancona e nelle Marche

3) - varie ed eventuali.

La data ed il luogo e l’orario del direttivo regionale è stato concordato con il compagno Sen. Riccardo Nencini, Segretario Nazionale del PSI, che sarà a Porto San Giorgio per un incontro con una rappresentanza sindacale dei “Vongolari”


Stante l’importanza degli argomenti in discussione, siete invitati ad essere puntualmente presenti.
       
Il Presidente Regionale PSI                                       Il Segretario Regionale PSI
            f.to (Lidio Rocchi)                                                             f.to (Luciano Vita)

Ancona , li 5 / Luglio / 2013

mercoledì 3 luglio 2013

SUL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO - di Giuseppe Giudice

 di Giuseppe Giudice
Ho letto in questi giorni molte critiche sul PSE. Molte sono serie, costruttive e completamente condivisibili. Altre sono condizionate da un evidente os occulta pregiudizio ideologico. Qualcuno non riesce a digerire la caduta del Muro di Berlino. Terrò in considerazione le critiche serie che faccio interamente mie. Non c'è dubbio che il Pse si trovi in una fase di sbandamento e di incertezza. La più che probabile sconfitta della SPD alle elezioni tedesche , aumenta ed accresce questo clima. Fatto è che che se da un lato il PSE sta cercando di andare oltre quelle derive liberali e subalterne che hanno caratterizzato una parte (e sottolineo una parte) del socialismo e laburismo europeo (su questo il congresso di Praga è stato chiaro), è altrettanto evidente che non riesce a darsi una nuova quadra in grado di dare un orientamento chiaro e preciso. Del resto questo già accadde negli anni 30 dopo la prima grave crisi strutturale del capitalismo ("la grande trasformazione" di Polanyi) . Ma se in quel periodo mancò da parte dei partiti la capacità di dare un indirizzo univoco, al tempo stesso vi fu u grandissimo lavoro di elaborazione culturale da parte dei socialisti belgi, austriaci ed inglesi. Cosa che oggi manca, fatta eccezione per gli anziani intellettuali socialisti italiani Ruffolo e Gallino, per l'anziano sempreverde francese DElors e per il giovane francese Montebourg. Certo i partiti del PSE pgano anche la assenza di grandi leader che sapevano capire la importanza dell'elemento internazionale come Brandt, Kreisky, Palme, Rocard (valeva più di Mitterand) , Soares e Gonzales. I leader di oggi sono molto più grezzi e condizionati da culture postmoderne. Pesa l'allargamento ad est che ha fatto entrare nel PSE partiti che poco hanno a che vedere con la memoria storica e la cultura del socialismo democratico (con la eccezione dei socialdemocratici cechi): sono ex comunisti , magari diventati miliardari e passati al liberismo. Pesa l'incapacità di dare una dimensione realmente transnazionale al PSE. Ma gli avvenimenti brasiliani ci ammoniscono che anche il socialismo sudamericano vive i suoi momenti difficili e le sue contraddizioni. Tutto il mondo è paese. Per non parlare ovviamente dell'Italia dove un movimento socialista non esiste di fatto. Certo il quadro è articolato, perchè se non c'è dubbio che in Germania si va ad una sonora sconfitta, in Inghlterra e Portogallo i laburisti ed i socialisti sono favoriti dai sondaggi. Ma tutto ciò è ovviamente lontano dalla risoluzione dei problemi. IO sono convinto che il socialismo democratico sia l'unica sinistra possible. Lo dice il bilancio storico del 900. Qualsiasi tentativo di rifondare il comunismo è patetico. IL comunismo è stata una delle grandi tragedie della storia ed è bene che resti seppellito. Gli zombie non hanno mai combinato nulla di buono. Ma è altrettanto evidente che il socialismo democratico ha bisogno d una profonda ridefinizione identitaria e progettuale. Giorgio Ruffolo scrisse tre anni fa d una necessaria "Bad Godesberg" del XXI Secolo per il Socialismo europeo. NOn credo nella perversione postmoderna della "sinistra senza aggettivi". Ma mentre la Bad Godesberg del 1959 serviva a far superare un certo marxismo cristallizzato in dogmi ripetitivi ed in dottrina astratta, quella di oggi deve essere rivolta a rompere e superare in positivo le deviazioni liberali blairiane , non tramite sicretismi ideologici con la sinista che è fallita, ma tramite un recupero dei principi basilari che fanno parte del corredo culturale del socialismo democratico. Quindi si tratta di integrare Bad Godesberg con Olof Palme, Rocard, e soprttutto con la la idea di una "società diversamente ricca" di LOmbardi, Giolitti e Ruffolo.

lunedì 1 luglio 2013

LE SCELTE DEI SOCIALISTI ANCONETANI - di Lidio Rocchi

 
SU ESPRESSA RICHIESTA DEL COMPAGNO "LIDIO ROCCHI" PUBBLICHIAMO UN DOCUMENTO FINO AD OGGI RISERVATO, IN MERITO AL BALLOTTAGGIO DELLE ULTIME ELEZIONI COMUNALI  DI ANCONA.

giovedì 27 giugno 2013

PSI MARCHE - RICCARDO NENCINI A CAMERINO OSPITE DI DARIO CONTI !

                                    AI COMPONENTI LA SEGRETERIA REGIONALE
                                                        AI SEGRETARI PROVINCIALI

                              
               Al consigliere regionale  Moreno Pieroni    
                              
                                 
                              
p.c.       Al Segretario Nazionale Sen. Riccardo Nencini
Cari Compagni,

vi comunico che domenica 30 GIUGNO 2013 il segretario nazionale del PSI, sen. Riccardo Nencini sarà a Camerino, su invito del sindaco Dario Conti, a presenziare ad una cerimonia in onore della città martire della Resistenza.

La Manifestazione si svolgerà nella mattinata presso la sede municipale  di Camerino, al termine della quale, Riccardo vorrebbe incontrarsi con una delegazione di compagni rappresentativa delle varie federazioni.

Invito pertanto i componenti della segreteria regionale ad essere presenti e chiedo ai segretari provinciali di garantire la loro presenza estendendo l'invito a quei compagni che volessero partecipare all'incontro.


Fraterni saluti. Il segretario Regionale  PSI - Marche Luciano Vita

martedì 25 giugno 2013

L' ANTIBERLUSCONISMO E LA QUESTIONE SOCIALISTA.....

di Giuseppe Giudice

L'antiberlusconismo per esistere ha bisogno di Berlusconi. E' una ovvietà ma è su questi paradigmi che si è formato l'anomalo bipolarismo della II Repubblica sintesi di cattiva politica ed antipolitica. L'Ulivo non sarebbe esistito se Berlsconi non fosse stato il capo della destra e suo elemento primario di aggregazione. Prodi, D'Alema e Veltroni , al di là delle miserevoli ipocrisie, avevano tutti bisogno di un Berlusconi leader, altrimenti il giocattolo del falso bipolarismo si sarebbe rotto. Perchè non si è fatta la legge sul conflitti di interessi? Evidentemente perche ai leader del centrosinistra da operetta Berlusconi doveva stare in campo. L'Ulivo compromesso storico in formato bonsai (e poi il PD) per tenere insieme postcomunisti berlingueriani e postdemocristiani demitiani aveva bisogno di due elementi: la demonizzazione dei socialisti era un fatto strategico, perchè bisognava evitare una evoluzione del centrosinistra e dei DS verso il socialismo democratico. E la lotta al berlusconismo che con opera altamente mistificatoria lo si è considerato come erede del craxismo (al quale si possono rivolgere parecchie critiche ma è cosa diversa dal berlsconismo se non per alcuni aspetti esteriori) e di fatto della stessa tradizione socialista italiana. Per cui, per i socialisti non c'è stato alcuno spazio nella II Repubblica, per le loro idee, la loro tradizione. L'Ulivo era un minestrone in cui c'erano impresentabili notabili democristiani, vecchi arnesi della nomenclatura post-togliattiana, i reggicoda della Lobby De Benedetti-Scalfari (tra cui i nuovisti alla Veltroni) , concita De Gregorio, Furio Colombo; i fascisti come Travaglio (oggi Prospero e Travaglio si beccano, ma tutti e due hanno scritto sullo stesso giornale: specchio di lampanti contraddizioni; i Flores D'Arcais, i Rodotà, gli intramontabili narcisismi di una intellettualità radical - chic. Pertanto a nessuno più di me può far piacere che Berlusconi esca dalla scena politica. Perchè la sua uscita creerebbe un generale rimescolamento di carte e romperebe soprattutto i paradigmi fasulli su cui è sorto l'ulivismo. E rilancerebbe la questione socialista quale questione centrale di una sinistra di governo. Senza Berlsconi il PD salterebbe e finirebbero comunque tutti i falsi partiti oggi esistenti. Ora può darsi che non ci sarà limite al peggio e che al posto del PD ci sia qualcosa di ancora peggiore. In Italia tutto può essere. Ma quantomeno si aprirebbe una fase che offre delle condizioni di possibilità per una seria riforma della politica. Per questo forse da più parti si vuole continuare a tenere in piedi il Cavaliere. Del resto la sua esistenza ha giustificato il rifiuto del socialismo da parte dei postcomunisti ed una sinistra subalterna al mercatismo.

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