domenica 20 marzo 2011

VENDOLA E il PSE

VENDOLA E il PSE

di Marco Palombi - Il Foglio

La via di Vendola alla scalata del PD si chiama Partito socialista europeo Che volesse "destrutturare il centrosinistra" l'aveva dichiarato un paio di settimane fa al sito di Libertà e giustizia, finora però quale fosse la sua via alla distruzione creatrice Nichi Vendola non l'aveva ancora detto. La risposta si chiama Partito socialista europeo, il rassemblement continentale a cui i democratici non possono aderire senza perdere gli ex democristiani. Il governatore della Puglia insomma - mentre Pier Luigi Bersani fa l'osservatore esterno e combatte con la voglia di PPE di Fioroni - si appresta a mettersi nella foto di gruppo con i Zapatero, i Miliband, i Papandreou e intestarsi una riconoscibile quanto "vendibile" tradizione politica riformista (un tempo da lui definita con sprezzo "governista"). Un primo accenno pubblico alla "svolta di Vendola" prossima ventura è toccato farlo, com'è giusto, domenica scorsa a Fausto Bertinotti: "Dobbiamo prendere atto del fallimento di due progetti: quello della costruzione di una sinistra alternativa e quello del Pd", ha detto commemorando il 90esimo della scissione comunista di Livorno: "Si impone un nuovo inizio che non può non partire da un rapporto col socialismo europeo". Ben tornati a Bad Godesberg, allora, e tanti saluti alla "Sinistra europea" con Izquierda Unida e Die Linke voluta proprio da Bertinotti. Queste, però, non sono solo le elucubrazioni di un ex presidente della camera diversamente occupato. Lo conferma un breve dialogo intercorso recentemente tra lo stesso Vendola e un deputato del Pd di rito socialista. Chiede quest'ultimo, in un casuale incontro alla Camera: "Ma tu che cazzo vuoi fare con questo partito?". Risposta secca di Nichi: "Il Partito socialista europeo". Conclusione: "Se lo fai, vengo con te". Non sarebbe il solo, peraltro, se è vero che nell'area ex ds per comodità nota come "dalemiana" comincia a circolare una certa preoccupazione per l'indebita occupazione di suolo riformista da parte del performer pugliese. In Sel, peraltro, una componente socialista c'è già e lo stesso Vendola ha ultimamente stretto contatti con ambienti del Pse: ormai va avanti e indietro da Bruxelles più che da Barletta e a fine novembre, per dire, ha ospitato in Puglia il capogruppo socialista all'Europarlamento Martin Schulz (quello del "kapò") . La cosidetta "sinistra del Pd"(Vita, Nerozzi, forse Cofferati e qualcun altro) è già in fibrillazione e lavora sempre più spesso col "Network per il socialismo europeo" dell'ex Legacoop Lanfranco Turci, ambasciatore vendoliano, in vista dell'ordalia delle primarie. L'unico ostacolo di Nichi, manco a farlo apposta, è la magistratura: ieri gli è ripiombata addosso l'inchiesta sulla sanità pugliese con annessa richiesta di arresto per il suo ex assessore e grande elettore alle primarie Alberto Tedesco, oggi senatore democrat. C'è da scommettere che il danno sarà tutto per Bersani. Perchè? Perchè Vendola è come la Ruthie di Bob Dylan: gli altri sanno solo ciò di cui avete bisogno, ma lui sa quello che volete.

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