lunedì 8 luglio 2013

LETTERA AI COMPAGNI - di Antonio Gitto

Lettera ai Compagni.

Care Compagne e cari Compagni,

l’11 luglio prossimo ricorrono 44 anni dalla scomparsa di Giacomo Brodolini. Come ogni anno ci riuniremo a Recanati per ricordare la Sua immensa figura di uomo di Stato, di politico, di sindacalista e di socialista.
Molta della sua attività politica si concretizzò con lo Statuto dei lavoratori (legge n. 300 del 20 marzo 1970), ancora oggi baluardo a difesa dei diritti dei lavoratori italiani.
In effetti, il riconoscimento giuridico dei diritti e delle libertà dei lavoratori all’interno delle fabbriche aveva costituito, tra glia altri, uno dei punti qualificanti dell’ingresso dei socialisti nel primo governo di centro sinistra (dicembre 1963) e un obiettivo irrinunciabile per dare significato alla presenza nell’esecutivo Moro del Partito Socialista Italiano.
Per questa ragione, il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat gli conferì la Medaglia d'Oro al Valor Civile, con la seguente motivazione: “Esempio altissimo di tenace impegno politico, dedicava, con instancabile ed appassionata opera, ogni sua energia al conseguimento di una più alta giustizia sociale, dando prima come sindacalista, successivamente come parlamentare e, infine, come ministro per il lavoro e la previdenza sociale, notevolissimo apporto alla soluzione di gravi e complessi problemi interessanti il mondo del lavoro. Colpito da inesorabile male e pur conscio della imminenza della sua fine, offriva prove di somma virtù civica, continuando a svolgere, sino all’ultimo, con ferma determinazione e con immutato fervore, le funzioni del suo incarico ministeriale, in una suprema riaffermazione degli ideali che avevano costantemente ispirato la sua azione”.
La giustizia sociale e la tutela dei deboli erano la Sua stella polare, così come lo sono per tutti i Socialisti di ieri e di oggi.
Per questo motivo occorre ricostruire, anche in Italia, una forza politica che faccia della modernizzazione del Paese, della lotta ai poteri finanziari, della crescita dell’economia reale e della redistribuzione dei redditi il fulcro della sua azione.
In sostanza un Partito Socialista, saldamente ancorato alla famiglia dell’Internazionale Socialista e del Partito del Socialismo Europeo, con la volontà di divenire velocemente un grande partito di massa.
Tutto ciò richiede passione, tenacia, coesione ed un patrimonio di ideali e di valori che mettano l’interesse comune al di sopra degli interessi dei singoli. Occorre, pertanto, superare le divisioni, seppure nella chiarezza, e favorire un dibattitto libero e democratico, anche accesso, ma sempre rispettoso del pensiero degli altri.
Questo è il modo migliore per ricordare Brodolini e la storia del socialismo italiano.

Antonio Gitto

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