domenica 28 febbraio 2010

Le ragioni del sostegno a Franco Bartolomei

Le ragioni del sostegno a Franco Bartolomei 
 
di Carlo Felici
Cari compagni, oggi mi soffermo a riflettere sulle ragioni di una candidatura: quella del compagno Franco Bartolomei alle elezioni regionali nelle liste del PSI.
Come egli stesso ha specificato in un suo esauriente, preciso e puntuale intervento, tale candidatura segue coerentemente un percorso, che è quello di valorizzare le ragioni, la storia e i principi del Socialismo italiano all’interno della sinistra. Per questo è nata la nostra associazione SocialismoeSinistra, per questo, nonostante i veti della segreteria del PSI, non abbiano abbandonato il percorso tracciato a Bagnoli, partecipando all’Assemblea di SEL a dicembre e infine, sempre per questo, ci siamo autoconvocati il primo febbraio, costituendoci come Lega dei Socialisti che intendono ancorare il Socialismo italiano alla sinistra e partecipare con piena dignità e in modo costruttivo al processo costituente del nuovo partito della Sinistra Italiana, che nascerà dopo le elezioni regionali e dopo il congresso del PSI.
Grazie a questo difficile e delicato lavoro abbiamo ricevuto anche il plauso e l’incoraggiamento di Nichi Vendola, il quale ha sottolineato la necessità imprescindibile dei valori socialisti nel rilancio di una cultura e di una prassi alternativa di governo, sebbene non ci abbia mai invitato ad entrare immediatamente in SEL, “tradendo” il PSI, come è sembrato supporre impropriamente l’attuale segretario di questo partito.
Sappiamo che in queste elezioni vigono le cosiddette “geometrie variabili”, per cui in alcune regioni in cui esiste uno sbarramento per noi difficile da superare, ci presentiamo insieme ad altri partiti del centrosinistra, mentre in altre in cui non c’è, cerchiamo con coraggio di farci valere da soli.
Sappiamo anche che nel nostro partito non esiste una linea generale di orientamento largamente condivisa e che quella della segreteria certamente non rappresenta tutti, così come non c’è ancora stato un incontro congressuale che potesse portare allo scioglimento definitivo di tali nodi e di molte altre contraddizioni.
Probabilmente il percorso sarebbe stato più facile se si fosse avvalorata fin dall’inizio una doppia adesione a Sinistra Ecologia e Libertà e al PSI, per concorrere comunque insieme alla vittoria dei candidati del centrosinistra in maniera unitaria in tutte le regioni. Ma purtroppo, nonostante la nostra ostinazione a volere comunque tenere aperto un importante canale di interazione e comunicazione con SEL, anche indipendentemente dalle decisioni dei vertici del partito, tale orientamento non c’è stato ovunque.
Così come non c’è stata la disponibilità di far candidare da subito importanti personaggi del direttivo socialista da parte di SEL, che giustamente, dal suo punto di vista, adotta un atteggiamento prudente per evitare altre accuse di “sostenere il tradimento”.
A questo punto molti di noi, lo so bene, sono alquanto stufi e vorrebbero dare un segnale forte, tagliando nell’immediato certi nodi gordiani, e votando quindi soltanto i candidati di SEL. Devo confessare che tra questi, per natura e per carattere tendente a sfuggire attendismi ed ambiguità, ci sono stato anche io.
Poi però, la consapevolezza di essere tornato a fare politica attiva dopo i 50, l’età giusta secondo Platone, mi ha fatto riflettere su una questione importante che è la seguente.
Noi non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo fare gli “utili idioti” di nessuno, e quindi non dobbiamo portare l’acqua con le orecchie né al PD e nemmeno a SEL.
Abbiamo piuttosto il compito di lottare affinché le ragioni del Socialismo italiano tornino ad affermarsi e possano essere largamente condivise.
Dobbiamo quindi convincere gli elettori ad aggiornare, come più volte ha sottolineato anche Vendola, il vocabolario della politica, stabilendo una volta per tutte che in Italia non si deve, non si può e non si vuole avere più vergogna della parola socialista, perché essa da sempre è sinonimo di sinistra e non di ladro.
Non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo dunque accettare un ruolo subalterno che ci porti a rincorrere sempre e comunque percorsi già tracciati da altri (vedi PD) verso imprescindibili “benedizioni” nell’accordo a tutti i costi con l’UDC (e anche con Di Pietro) e nemmeno che ci immiserisca dentro un’alleanza in cui si ha ancora largamente timore e diffidenza (tranne che nel suo portavoce e in alcuni suoi collaboratori) della parola e del simbolo socialista.
Ha senso stare in Sinistra Ecologia e Libertà solo se, come partito, accetterà la sinonimia di Socialismo con Sinistra e dunque anche con l'immagine simbolica nominalmente definitiva delle stesse ragioni fondanti del Socialismo italiano. Solo per questo si può pensare di sciogliere un piccolo partito che però ha una antica e straordinaria storia. Ma senza questa prospettiva, è sicuramente più opportuno lottare affinché quel piccolo partito abbia una diversa conduzione, una diversa strategia e un potenziale di espansione maggiore.
In ogni caso, il risultato delle prossime elezioni regionali sarà decisivo per il PSI, perché sicuramente i candidati che saranno eletti, avranno un peso molto rilevante nelle future strategie che verranno configurate nel prossimo congresso.
E a mio avviso, chi sarà riuscito a farsi eleggere solo con la sua credibilità, solo con il suo nome e solo con la sua candidatura, con il solo simbolo del PSI, sarà ancora più forte, a prescindere dal ruolo che vorrà esercitare in seguito.
Per questo credo che il compagno Bartolomei, che ha avuto il coraggio di sfidare una serie di circostanze sfavorevoli (la sua posizione spesso criticata dalla Direzione Nazionale, la sua presenza non stabile e non ancora pienamente rappresentata nel coordinamento nazionale di SEL, la difficoltà di raccogliere nel solo Lazio e non in tutta Italia i consensi necessari per risultare eletti, ecc.) vada sostenuto, per avvalorare le sue ragioni che sono quelle della lotta condivisa da tutti noi di SocialismoeSInistra e della Lega dei Socialisti.
Io dunque ho deciso di sostenerlo perché credo che comunque una sua buona affermazione nei termini di un consenso democratico, darà più mezzi e più forza al nostro movimento, facendoci trovare più preparati e combattivi, sia all'appuntamento congressuale del PSI, sia in vista della nascita del nuovo soggetto politico della sinistra italiana a cui i socialisti non possono né vogliono mancare. Perché se mancassero i socialisti, sicuramente SEL non sarebbe altro che la riedizione di altri copioni già visti in passato e avrebbe la breve vita di un arcobaleno affacciatosi solo dopo una tempestosa quanto affannosa ricerca di alleanze e consensi.
Sappiamo infatti molto bene che le sorti di SEL sono legate molto strettamente a quelle di Nichi Vendola, e non per niente si è voluto aggiungere il suo nome a quello che è tuttora un cartello elettorale e non un partito, compiendo un’operazione mai osata a sinistra, che ha fatto un po’ sorridere o sghignazzare gli oppositori, dandogli lo spago necessario per parlare di un certo “populismo di sinistra”.
Questa operazione è auspicabile che finisca con le elezioni regionali, e che il nuovo soggetto politico della sinistra possa procedere con un suo nome e con una sua autonomia, dovuta non solo ad un leader, ma a tutta una politica condivisa e largamente praticata nel territorio.
Compagni, alle elezioni regionali ci è ancora data la possibilità, negata ormai in ambito nazionale, ma da ripristinare a tutti i costi, di votare non tanto per un simbolo, per un partito, per uno scatolone o per un “pacco” come direbbero a Napoli, ma per una persona, per ciò che vale e per quello che rappresenta concretamente in termini di azioni e di intenti reali, misurandone evidentemente la coerenza e quindi la stima del suo operato. Per questo, conoscendo Franco ed avendo fiducia in lui e nelle idee di cui si é fatto sempre portavoce, frutto delle sue riflessioni e dei nostri suggerimenti, che ha sempre saputo accogliere e condividere, credo che la sua candidatura vada sostenuta.....
hasta la victoria!

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