martedì 17 novembre 2009

SINISTRA E LIBERTA' - PATTO VIOLATO !

«Sinistra e libertà, patto violato. E parliamo del caso Puglia»
di Luca Bonaccorsi - http://www.terranews.it
17/11/2009 - POLITICA. Il segretario del Psi accusa: «In SeL sono stati violati accordi presi pochi giorni fa. Tutti parlano a vanvera del caso Toscana e nessuno del fatto che Nichi ha incassato i no di Udc e Pd. I progetti dei Radicali? Vaghi».

Riccardo Nencini, segretario del Psi, è di nuovo al centro delle polemiche in casa Sel. L’unico motivo per cui non si leggono accuse infuocate dirette a lui e ai socialisti è che il sito di Sel è chiuso. Ma su facebook, per esempio, o sul quotidiano vendoliano gli altri non mancano i riferimenti critici ai socialisti.

Onorevole, l’ultima volta che ha parlato con Terra precisando la sua posizione sull’assemblea del 19 dicembre l’hanno crocifissa. Di nuovo nei guai?
Resto sempre stupito di certi comportamenti. All’epoca io fui chiarissimo. Ho sempre detto che non avrei sciolto il Psi prima delle regionali. Lo sapevano tutti. Io ho sempre concepito Sel come una federazione di soggetti, un’alleanza elettorale, in questa fase.

All’indomani del congresso dei Verdi è stata impressa un’accelerazione al processo di costituzione di Sel. Alcuni dirigenti, Gennaro Migliore e Claudio Fava in testa, hanno invocato la tesi del congresso fondativo e del “partito subito”.
L’accelerazione fu provocata da un tentativo di stringere i socialisti alle corde. Ma le nostre motivazioni erano note. E dopo il congresso dei Verdi non c’erano motivi per cambiare, anzi al limite dovevamo riflettere su quell’evento. Per me i Verdi hanno perso il congresso anche sulla comunicazione del tema “scioglimentosuperamento del sole che ride”. L’accelerazione impressa a Sel invece ha provocato tutta una serie di piccoli terremoti.

Tipo?
Per esempio sono nati comitati locali di Sel senza i socialisti. Sono nate mille piccole tensioni. Questo è accaduto perchè, a differenza di quanto chiedevo, anche in quella intervista, a Sel fu dato un taglio esclusivamente burocratico e organizzativo e non politico. Nei giorni in cui il Pd disegnava il suo nuovo profilo secondo me era più importante proseguire sulla strada della conferenza programmatica e non incagliarci nel dibattito partito si o no, congresso si o no, per fare la fine dell’asino di Burigliano che muore per l’indecisione tra le mangiatoie. Quel dibattito ha lasciato un segno molto negativo, una ferita. Se Robotti, Migliore e Fava vogliono farsi un partito va benissimo. Ma perchè devono imporlo a noi?

Quel momento di tensione però sembrava superato.
Lo credevo anch’io, avendo raggiunto un accordo con Vendola e Fava sul futuro. Loro però l’hanno violato pochi giorni dopo.

Cosa prevedeva l’accordo?
Che all’assemblea del 19 si discutesse del programma elettorale di Sel. L’ordine del giorno dell’assemblea, che si confermasse il coordinamento nazionale, che non si parlasse di partito fino alle regionali. E infine che, dal punto di vista del metodo, le decisioni sarebbero state unanimi. L’accordo doveva garantire a tutti i fondatori di Sel di non essere prevaricati. E invece alla prima occasione, pochi giorni dopo, il coordinamento ha messo in minoranza i socialisti. Giovedi scorso il coordinamento ha cambiato l’ordine del giorno dell’assemblea e ha deciso la presentazione di liste di Sel in tutta Italia.

Ma il problema resta il caso Toscana.
Sulla Toscana sono state dette grandi menzogne. Messe li ad arte per seminare zizzania.

Sul suo sito ha mosso una critica alla strategia di Vendola in Puglia.
Semplicemente registro che Casini gli ha detto di no e il Pd nazionale gli chiede un passo indietro. Vi sembra poco? Lui è fondatore con me di Sel, è governatore uscente di una grande regione del sud che ha governato bene. Se uno dei fondatori di Sel è corresponsabile della caduta di Sel e incassa due no di questa portata vorrà Nichi trovare il tempo di discutere il “caso Puglia” con gli alleati? O si può parlare solo di Toscana

E ora?
Dobbiamo tornare alla strada maestra e rispettare gli accordi in Sel. E se uno non ha la forza di mantenerli non li deve firmare. Per me si riparte dal rispetto reciproco e dal mantenimento degli impegni. Ora lasciamo posare la polvere, capiamo cosa succede a Sel. Capiamo meglio il progetto radicale che è ancora molto vago. Poi io avrò incontri nazionali importanti. E poi tireremo le somme. Comunque i socialisti saranno in campo. I nostri candidati e le nostre idee saranno ben rappresentate alle regionali.


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