mercoledì 16 dicembre 2009

IL PROGETTO DI SINISTRA E LIBERTA' NON DEVE FINIRE ! - Felice Besostri

IL PROGETTO DI SINISTRA E LIBERTA' NON DEVE FINIRE: PER UNA SINISTRA, IN ITALIA COME IN EUROPA, SOCIALISTA, AUTONOMA, DEMOCRATICA, ECOLOGISTA, LIBERTARIA, EUROPEISTA E LAICA.

di Felice Besostri

A Roma è stata convocata un'assemblea nazionale sul futuro di SeL. L'assemblea è stata indetta dalla Sinistra Democratica di Fava e dal MPS di Vendola, cioè da parte di alcuni dei soggetti che avevano dato vita a Sinistra e Libertà per le elezioni del Parlamento Europeo: non ci sarà la Federazione dei Verdi e non ci sarà il PSI. La Federazione dei Verdi, con il suo congresso, si è chiamata definitivamente fuori, adeguandosi al trend europeo dei Verdi, mentre i socialisti hanno posto pali e paletti alla trasformazione di un alleanza elettorale in un partito politico.

Per evitare equivoci dico subito che ogni partito, che non definisca un proprio programma e le proprie basi ideologiche, nonché, nell'attuale fase di internazionalizzazione dell'economia e della politica, la propria affiliazione internazionale, è prematuro e, comunque, ha basi fragili.

Dopo il fallimento della Sinistra Arcobaleno la sinistra italiana non può più permettersi di fare ammucchiate al solo fine di superare clausole di sbarramento (Detto incidentalmente, di dubbia costituzionalità, come ha ritenuto il TAR Lazio con ordinanza depositata il 15 dicembre, proprio nel ricorso promosso unitariamente da tutte le componenti di Sinistra e Libertà). Sinistra e Libertà ha rappresentato un inizio o una speranza di progetto politico, al di là delle intenzioni e riserve mentali di chi vi ha dato vita. La risposta sul significato di Sinistra e Libertà è stata data soprattutto dai suoi elettori, che in grande maggioranza non provenivano dall'elettorato di riferimento dei soggetti costitutivi. Questo aspetto positivo era ed è controbilanciato da quello negativo di non essere stati capaci di trascinare tutto il proprio elettorato potenziale in Sinistra e Libertà. Come nel resto d'Europa la sinistra è punita dall'astensione del suo elettorato tradizionale deluso o insoddisfatto dalle politiche perseguite o dalla scarsità dei risultati raggiunti o ancora dalla sfiducia verso le proposte concrete per uscire dalla crisi. Il mio partito, quello socialista, l'unico al quale sono e intendo rimanere iscritto, ha deciso di non partecipare all'assemblea di Roma e ha invitato tutti i suoi iscritti, e a maggior ragione i suoi dirigenti a non partecipare a coordinamenti e assemblee sotto l'egida di una parziale Sinistra e Libertà e, tuttavia sono qua, da socialista, ma senza rappresentarli. I socialisti sono rappresentati collettivamente dai loro organi nazionali ed è con essi che si devono fare gli accordi o registrare i dissensi. Ho già scritto e confermo che sarebbe una iattura che il PSI si dividesse in filoSEL ed antiSEL, così come chi partecipasse all'assemblea si dividesse tra antisocialisti viscerali e filosocialisti ecumenici: sia in un caso che nell'altro sarebbe tradito lo spirito originario di Sinistra e Libertà, quello di ricostituire una nuova sinistra in Italia. Non ci sarà una sinistra nuova, possibile e futura, se non ci si libera dagli stereotipi e dal settarismo. La mia presenza qui vuole essere anche una testimonianza individuale di una sinistra ampia e plurale. Non c'è bisogno di essere un personaggio carismatico, come Martin Luther King, per dire I have a dream, un sogno può coltivarlo ciascuno di noi ed il mio è quello di avere anche in Italia una sinistra, come in Europa, socialista, autonoma, democratica, ecologista, libertaria, europeista e laica.

Vorrei una sinistra, come non c'è mai stata in Italia, con vocazione maggioritaria. Vocazione maggioritaria non significa aspirazione a stare in maggioranza, comunque e con chiunque, ma proposta di governare il proprio paese con propri programmi e con propri uomini e donne alla guida del governo. Una vocazione, che dal consenso democratico e soltanto da esso, tragga la sua legittimazione e forza. L'accettazione senza riserve del nesso indissolubile tra socialismo, libertà e democrazia è l'unica scriminante possibile. Per questo si devono superare le ragioni della divisione del XX° secolo tra socialisti e comunisti. Questo superamento è necessario, ma non sufficiente per costituire una nuova sinistra:senza l'apporto dell'ecologismo, del femminismo e dei diritti civili non ci sarà una nuova sinistra. Piuttosto dai nostri padri del secolo passato e del XIX° secolo dovremmo imparare che non c'è sinistra senza un'idea altra di società. In altre parole senza una critica della società esistente e dei suoi valori fondanti non abbiamo una ragione di esistere e di aspirare a governare questo nostro paese sulla base di una riconquistata egemonia, che sostituisca quella della destra. Il fallimento delle ricette neo liberiste è sotto gli occhi di tutti sia a livello globale che europeo e nazionale, eppure il consenso per i partiti conservatori non diminuisce, salvo poche eccezioni nel nostro continente. Mi convinco sempre più che la parola SINISTRA, costituisca un recinto chiuso e non un terreno di espansione, al più definisce dove ci si colloca e non dove si intenda andare. Socialismo e comunismo avevano un ben più forte capacità simbolica, che deve essere ritrovata, sia pure senza fare sconti ad errori o tragedie, che hanno generato.

Quelli che partecipano all'assemblea e quelli, che non vi partecipano hanno l'obbligo di fare chiarezza ed il modo più semplice è quello di rispondere almeno a due domande:

  1. E' possibile costruire una nuova sinistra senza una forte e accettata presenza socialista?
  2. E' possibile una significativa presenza socialista al di fuori di una chiara opzione di sinistra?

La mia risposta è no ad entrambe le domande, ma non sono rilevanti le mie risposte, esse, come le mie azioni impegnano soltanto me stesso. Devono rispondere le nomenklature poiché decidono anche per gli altri. Non vorrei che nel deterioramento dei rapporti giochino riflessi di conservazione autoreferenziali e che si voglia conservare un proprio tesoretto da portare, ciascuno per proprio conto al PD. Non voglio nemmeno pensare che una specie di sindrome leghista si sia impadronita di compagni, che devono dimostrare chi ce l'ha più duro. La posta in gioco non è l'abilità nello scrivere documenti di polisemica interpretazione, ma il nostro futuro di persone che credono che un'altra società sia possibile e che dipenda anche da noi. Come altri ho creduto e credo nel progetto annunciato ed enunciato da Sinistra e Libertà e non posso assistere da spettatore al suo fallimento. Quando con altri compagni socialisti ho accettato di fare campagna elettorale per il Parlamento europeo ed addirittura di candidarmi per la Provincia di Milano, senza i Verdi e con un candidato presidente non convincente, ci ho messo la mia faccia e la mia storia di una militanza socialista e di sinistra iniziata nel 1961. Se fosse stata un'alleanza elettorale destinata a finire dopo le elezioni, avrei detto NO, GRAZIE! Neppure mi sento di interpretare con mezzo secolo di ritardo quei personaggi da rivista Candido, cui era dedicata la rubrica “Contrordine compagni!” Quindi mi assumo la responsabilità ed il rischio di partecipare a questa assemblea e voi quella di porre la parola fine ad un progetto, come sarebbe inevitabile se una parte, ancorché maggioritaria, ma questo oggi nessuno lo può dire, decidesse di trasformarsi in un partito, che pretenda la rappresentanza esclusiva di Sinistra e Libertà: questa è la sostanza, che non cambia se si aggiunge nel nome e nel logo una verde scritta ecologia. So che questa preoccupazione è condivisa da altri soggetti costitutivi di SeL, come l'Alleanza Lib-Lab, un esempio della capacità di attrazione del progetto, anche al di fuori dagli ambiti tradizionali delle sinistre. Sono qui, perché, come partecipante al Gruppo di Volpedo, sono impegnato nella trasformazione del PSE, il cui ultimo congresso di Praga rappresenta una decisa svolta a sinistra e con quella forza Sinistra e Libertà nel suo complesso si dovrà confrontare. Sono qui soprattutto per la ragione che i compagni della zona 8 di Milano, quelli con cui ho lavorato politicamente prima, durante e dopo le elezioni mi hanno eletto delegato in piena conoscenza delle mie opinioni sempre liberamente espresse in riunioni pubbliche. Un patrimonio prezioso di pratica unitaria, che non può essere disperso e che deve continuare in un costante confronto di idee e proposte. Questo spirito farà sì che alle prossime elezioni regionali lombarde si ricostituirà Sinistra e Libertà, una scelta avallata dalle Tesi approvate dalla maggioranza del Congresso provinciale straordinario del PSI di Milano e provincia e dal documento finale, in perfetta sintonia con le decisioni del livello regionale. Sono qui non per fare il socialista sciolto o in liquidazione, ma riconfermare un'adesione al progetto, che deve uscire rafforzato da questa assemblea.


15 commenti:

  1. Caro felice. In Sinistra e Libertà ci devono essere i socialisti. Tutti ne sono convinti. I meno convinti sono i socialisti.
    Come sai, l'assemblea di sabato e domenica, sarà ampiamente democratica. Quell'assemblea, e nessun altro, deciderà cosa sarà SeL. Se ne farai parte, potrai portare il tuo contributo che sarà accolto ed ascoltato attentamente. Non credo vorrai portare un aut aut. In democrazia non si usa.

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  2. Credo che i socialisti debbano lavorare a tutto campo per riunire la sinistra, più ce ne sono, ovunque e meglio è, l'importante è che abbiano bene in mente i loro valori e lottino per affermarli: e il primo è la libertà e la condivisione, lo spirito "fraterno"..

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  3. Giuseppe Giudice17 dicembre 2009 21:10

    Non credo che Felice voglia porre un aut aut (non mi sembra questo il senso del ragionamento). Io sono convinto che i socialisti debbano stare in Sinistra e Libertà, in quanto è l'unico progetto politico in grado di accendere una speranza per ricostruire la sinistra. Il partito di Nencini è un ectoplasma e poco ha a che vedere con la migliore tradizione socialista (comunque non ha alcun futuro).
    POi quellii che pone Felice sono temi che vanno discussi ed affrontati in modo serio ed approfondito. Del resto il 19 e 20 c'è l'atto fondativo del soggetto di "Sinistra e Libertà" e la cessione del simbolo agli iscritti. Il congresso fondativo vero e proprio vi sarà in estate. Quindi SeL si configura come un processo aperto e con organismi provvisori integrabili. Besostri pone comunque il tema della questione socialista in modo corretto (a differenza degli ex SDI): dare spazio ad una cultura politica essenziale per la sinistra e non ad un ceto politico marginale ed autoreferente.

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  4. Caro Peppe. Mi sembra da quanto ho letto e sentito in giro che c'è tutta la disponibilità per fare in modo che il Socialismo possa essere parte integrante del progetto SeL. Io con Carolus ci siamo fatti addirittura promotori dell'inserimento della parola Socialismo nel simbolo di SeL.
    Ora tutto sta a chi deve sentire le ragioni della partecipazione. se c'è, ben venga. se non c'è, mi dispiacerbbe.

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  5. Giuseppe Giudice17 dicembre 2009 21:13

    Caro Mario, lo so. E credo che vi sia convinzione ed anche entusiasmo nei socialisti che sostengono SeL e saranno presenti (spero di esserci anche io se trovo il mezzo e se il tempo regge) il 19 e 20 anche in qualità di delegati. Credo che anche Felice sarà dei nostri!

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  6. Sinistra Ecologia Liberta Venaria17 dicembre 2009 21:16

    Sinistra Ecologia e Libertà ha bisogno che entrino individui portatori di cultura Socialista, Comunista,Laica,Ecologista. Come è già successo per tutti i congressi (vedi Verdi, Rifondazione) c'è chi non ha ancora compreso che unirsi è essenziale per contrastare un certo potere che sta opprimendo i popoli, che non stanno fermi e si organizzano diversamente aspettando che qualche partito si degni di rappresentarli. La non ancora effettuata unione è dovuta soltanto al fatto che le classi dirigenti dei partiti rimasti non vogliono perdere l'egemonia, e allora si scollano dalle richieste dal basso. In SD vi è una forte cultura Socialista, tutti coloro che hanno in mente di costruire un nuovo progetto di sinistra sono i benvenuti anche individualmente, se aspettiamo di spostare tutto il partito sarà molto lunga e travagliata la strada.

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  7. Due parole: Superare la scissione di Livorno!

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  8. Bravo Vincenzo. E' da lì che bisogna ripartire.

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  9. Superare la scissione di Livorno! Non solo, ma coniugare il così ritrovato partito socialista con il nuovo emergente con la cultura ambientalista e femminista.Questo paese è ridotto male, c'è necessità di una sinistra vera che si assuma la responsabilità di rappresentare gli interessi veri dei ceti meno abbienti, del mondo del lavoro, di tutelare i diritti e le libertà in un momento in cui tutto sembra tentare di ridurli, di manifestare a pieno la laicità dello stato a fronte di una regressione culturale che ci precipita tra i paesi meno progressisti, con buona pace del PD, di preservare l'ambiente dall'aggressione continua d'interessi particolari a partire dal consumo di territorio, dalla cementicazione speculativa e senza regole.Il socialismo, il pensiero socialista non può astrarsi da tutto questo. Esso deve essere attore appassionato della costituente di questa sinistra. Attenzione il socialismo, il pensiero socialista e non i sedicenti "manager" socialisti , interessati più al progetto personale che non al progetto, alto, della costruzione di un nuovo ambizioso soggetto politico che possa degnamente rappresentare la sinistra socialista , ambientalista e libertaria di questo paese.

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  10. Fabio...sintesi perfetta!!

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  11. I socialisti mi sembra che vorrebbero una sin e libertà amplificata a tutta l'area della sinistra europea ed italiana,compresi radicali e verdi e buona parte del pd,quello laico.
    Quindi mi sembra che non sono convinti del progetto di sin ecologia e libertà poichè aveva preso una direzione del tutto diversa dal progetto iniziale.

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  12. Giuseppe Giudice17 dicembre 2009 21:25

    I radicali sono liberisti in economia e quindi incompatibili con una identità socialista della sinistra.

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  13. E che sono compatibili quelli di rifondazione,visto tutto il casino in sin e libertà che hanno fatto,la rosa nel pugno non era compatibile con i socialisti.
    facciamo poca demagogia perchè acca nisciuno è fesso.

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  14. Giuseppe Giudice17 dicembre 2009 21:28

    All'origine SeL era un cartello elettorale che aveva la potenzialità di divenire un soggetto politico vero e proprio. Un pezzo del gruppo dirigente del PS ha cercato di connotarlo come una seconda Rosa nel Pugno; una parte degli ex-Rifondazione (non però Vendola) come un mezzo-Arcobaleno. Entrambe le ipotesi non portavano da nessuna parte.
    Comunque dopo la defezione dei Verdi e la presa di posizione di Nencini, occorreva dare un deciso segnale di ripresa del progetto di creazione di un soggetto politico collocato con chiarezza a sinistra del PD. Ma di una sinistra non riconducibile al minoritarismo di Ferrero. Sinistra e Libertà conserva per me grandi potenzialità perchè è la risposta ad una domanda magari latente di costruire una opposizione più forte ed organica alla destra non assimilabile assolutamente al qualunquismo giustizialista di Di Pietro. E' una neccità democratica avere una sinistra siffatta

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  15. "Anche io ero con sinistra e libertà ma mi sembra che non ci sia stato modo di continuare per quella strada,proprio perchè,prima si è voluto togliere i simboli della sinistra europea,poi è cominciata òl'idea di un accordo con rifondazione,mettendo in discussione i socialisti stessi che erano stati i promotori di sin e libertà,ora si riparla dei socialisti,io credo che quando un vaso è rotto c'è poco da fare,o lo rifai nuovo o sempre rotto rimane."

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