lunedì 21 dicembre 2009

Vendola vara una nuova SEL

Vendola vara una nuova SEL

di Felice Besostri

SeL è morta, viva SEL! A Roma nell’improbabile cornice di un Convention Center (english oblige) di una grande catena alberghiera americana ha preso l’avvio il processo di costituzione di un nuovo partito della sinistra,con grandi ambizioni, cioè di costruire una sinistra nuova dopo due ripetute sconfitte nelle elezioni politiche nazionali del 2008 e nelle europee dl 2009 e nell’attesa della rivincita nelle regionali del 2010.
Sinistra e Libertà era la sigla con la quale, appunto alle europee,si erano presentate le forze reduci dal disastro della Sinistra Arcobaleno e dal deludentissimo risultato della lista del PS reduce dalla Costituente Socialista. Nel complesso la sinistra divisa è andata meglio di quella unita: un aumento di più del 50%, tuttavia non sufficiente a vincere la strumentale soglia di accesso del 4%, introdotta alla vigilia della competizione elettorale dall’inciucio Veltroni – Berlusconi, con la benedizione di Bossi e Di Pietro.
Una scelta avveduta, perché ha consentito agli inciucisti di eleggere un bel numero di parlamentari in più ( precisamente +3 per PdL e PD, +2 per la Lega Nord e +1 per l’IdV ) un bel colpo se la Corte Costituzionale, non rovinerà la festa: il Tar del Lazio ha, infatti, rimesso alla Consulta la questione della legittimità costituzionale del 4% e del furto di seggi a danno delle Circoscrizioni IV Italia Meridionale e V Italia Insulare.
L’alleanza elettorale di Sinistra e Libertà era, anche, un progetto politico di dare vita ad una nuova aggregazione politica, cioè la costituzione di una stabile aggregazione di forze di sinistra e ambientaliste, che volevano superare le loro divisioni senza dimenticare le loro storie.
Il processo aveva contraddizioni e ambiguità, che ne hanno impedito lo slancio nella campagna elettorale e che la sconfitta ha accentuato. Tra chi voleva accelerare la costruzione di un partito o partitino e chi voleva avere le mani libere per alleanze elettorali a geometria variabile sono aumentate le incomprensioni, che sono via via aumentate, perché la loro gestione, sicuramente in casa socialista, è stata affidata a ristretti gruppi dirigenti, che hanno privilegiato i loro obiettivi politici ed anche personali.
L’assemblea costitutiva di SEL doveva essere l’occasione per porre questioni politiche sul programma, sulle basi ideologiche e sulle affiliazioni internazionali della futura formazione e non di porre questioni giuridiche, come quella dell’utilizzo del simbolo di sinistra e libertà o di impedire che i socialisti ponessero ad ogni livello le questioni di fondo per una sinistra nuova e nel contempo lanciare messaggi divergenti dall’obiettivo originario di SeL. Paradossalmente si è favorito il progetto che formalmente si contestava.
Nella costituzione di SEL avranno un maggior peso le componenti di minoranza dei Verdi rispetto ai socialisti. I socialisti potevano avere un diverso ruolo se si facevano parte attiva nel recupero dei Verdi al progetto originario di SeL e/o ponendo con forza il problema del rapporto con il socialismo europeo, di cui pur sono gli unici rappresentanti in Italia.
Vendola è chiaramente il leader di SEL e il suo discorso conclusivo è del tutto condivisibile per le cose dette.
Vendola non ha avuto timore di incontrare freddezze, come quando ha rigettato il giustizialismo ovvero di non riscuotere facili consensi astenendosi da una facile polemica con Nencini,ma riconoscendo, invece, il suo debito nei confronti dei socialisti e sottolineando la necessità di una loro presenza in una sinistra nuova,diversa da quella del passato, anche di quella di cui lui ha fatto, fino a poco tempo fa, parte.
A causa dell’assenza socialista ha potuto glissare sulla questione fondamentale in un’ottica europea, dei riferimenti internazionali e ciò in contraddizione sull’individuazione dei problemi di questo nostro mondo globalizzato: silenzio sul PSE e sull’importante svolta del Congresso di Praga, ma anche nessuna esaltazione della LINKE, fino a poco tempo fa modello obbligato di riferimento.
Alla fine l’assemblea ha dovuto fare i conti con gli equilibri interni e, pertanto, ha dovuto rinunciare alla vera novità procedimentale prevista dalle norme: l’elezione a scrutinio segreto del gruppo dirigente, cioè dell’unica pratica corrente e maggioritaria nei partiti del socialismo europeo. Una soluzione dettata dal realismo, ma che proprio per questa ragione doveva essere scelta politica e non dettata dallo stato di necessità, dopo aver previsto una modalità assurda, irrealistica e cervellotica di votazione. L’appello nominale delle centinaia di delegati per ritirare la scheda di votazione, neppure iniziato alle 2 dl pomeriggio avrebbe comportato il sequestro dei delegati per diverse ore: un tempo incompatibile con gli orari di un rientro reso ancora più problematico dallo stato delle strade e delle linee ferroviarie.
Con questa elezione Vendola ha segnato un punto anche nella vicenda pugliese. Ora è il portavoce di una formazione a cui il PD non può rinunciare a cuor leggero se vuol contenere le perdite preannunciate per le prossime regionali. Vendola si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, facendo un accenno alla candidatura di Penati, il più stretto collaboratore di Bersani, in Lombardia.
L’originario progetto di SeL può essere ripreso? E’ difficile, ma non impossibile. E’ l’intenzione di una serie di personalità ed associazioni socialiste, liberal- socialiste, repubblicane e liberali di sinistra, già coinvolte nelle fasi precedenti,ma il loro sforzo ha una possibilità di successo in questo momento,soltanto se trova come interlocutore il gruppo dirigente nazionale del PSI, che deve chiarire le sue reali intenzioni.


1 commento:

  1. Ho deciso sosterrò Sinistra Ecologia Libertà nella speranza che tutti assime si possa raggiungere quel quorum necessario per ricominciare.

    Franco

    RispondiElimina

TUTTI I POST - ARCHIVIO