mercoledì 30 dicembre 2009

UNA ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI SOCIALISTI PER LA RICOSTRUZIONE DELLA SINISTRA E DEL SOCIALISMO.

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UNA ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI SOCIALISTI
PER LA RICOSTRUZIONE DELLA SINISTRA E DEL SOCIALISMO.



di Giuseppe Giudice

Il documento redatto dai compagni espressione di associazioni e circoli socialisti, nonché dai delegati socialisti eletti nelle assemblee locali e presentato all’assemblea nazionale di SEL del 19 e 20 Dicembre è la testimonianza di un lavoro tenace e proficuo prodotto in questi mesi.
Un lavoro connotato, fra l’altro, da elevato spessore e densità di analisi e proposta, non semplicemente finalizzato (anche se è fra i suoi obbiettivi) a modificare radicalmente la linea del PS ma volto a dare un contributo forte al processo costituente di SEL, quale primo mattone per la ricostruzione della Sinistra Italiana.
E’ un lavoro collettivo fatto in questi mesi, un lavoro che non nasce da ceto politico auto replicante (questo è un elemento importante da sottolineare) ma dalla passione Socialista di militanti ed intellettuali che hanno saputo creare una comunità politica, inizialmente virtuale, ma di cui vi sono tutte le condizioni affinchè diventi realtà organizzata anche a livello nazionale. Una comunità che ha vissuto l’assenza del Socialismo dalla sinistra non come un vuoto identitario da riempire con la testimonianza ma come una mutilazione grave per la sinistra italiana. Quindi come una condizione da superare rilanciando la grande attualità delle ragioni del Socialismo quale cultura e progetto senza i quali la sinistra è una pura astrazione. Il lavoro svolto da associazioni come “Socialismoesinistra” e “Labour” (quest’ultima parte del gruppo di Volpedo) è stato essenziale come pure lo è stato il contributo di tanti compagni facenti parte di questa comunità che si è creata spontaneamente dalla convergenza di idee, analisi e passioni. Dicevo che oggi ci sono le condizioni (anzi è una richiesta che viene avanti a gran voce) affinchè questa comunità diventi una associazione nazionale per la ricostruzione del socialismo e della sinistra (aperta a socialisti iscritti o non al PS). Il cui fine è certo quello di dare una propria connotazione al percorso costituente di SEL (che riteniamo essere il progetto politico in cui meglio si possa incastonare la nostra iniziativa) ma , se permettete, va anche oltre SEL. Quest’ultima infatti ha senso solo se (come già affermato) è il primo passo verso un soggetto più vasto della sinistra. Proprio per questo la iniziativa dei socialisti per la sinistra (che non intende muoversi come una componente politicista interna a SEL) vuole offrire un percorso di elaborazione, dibattito e lavoro politico che traguardi verso una prospettiva più ampia di SEL stessa. La profonda crisi della II Repubblica di cui non si intravede lo sbocco se non in una implosione del sistema stesso, la incapacità del PD non solo nel fare l’opposizione ma nel definire un progetto democratico adeguato alla crisi di sistema, i toni abbaiati dell’IDV che si conferma come pura e semplice operazione parassita rispetto al PD (né potrebbe essere altrimenti visto che tale partito è speculare alla degenerazione politica e culturale che ha prodotto il berlusconismo), il dato inoppugnabile che la elezione di Bersani non ha assolutamente modificato la natura sostanzialmente centrista e moderata del PD (anch’esso del resto figlio dell’antipolitica della II Repubblica e come tale passibile di una crisi radicale con la sua implosione); tutti questi elementi messi insieme rendono urgente una qualche forma di aggregazione di ciò che è rimasto della sinistra. Il processo costituente di SEL deve andare avanti fino al congresso costituente e dare forma definita al nuovo soggetto politico. Ma questo non esclude che si discuta e si converga con il resto della sinistra anche se non è prefigurabile per oggi un progetto politico generale unitario. La stessa Fed. di Ferrero e Salvi non può certo ritenere di risollevare le proprie sorti andando al carro di un cialtrone come Di Pietro inseguendolo sull’antipolitica giustizialista. E comunque alcune prese di posizione all’interno della Fed fanno pensare alla possibilità di poter costruire alleanze elettorali per le regionali nonché battaglie comuni (ribadite anche da Vendola) su temi come quelli del lavoro (abrogazione legge 30) e sul nucleare. Ma, al di là delle posizioni di Ferrero (che non condivido per niente), bisogna pensare che tra chi ha votato per la FEM alle europee c’è molto elettorato contrario ad una sinistra rinchiusa in un recinto minoritario. Insomma io credo che su un progetto di socialismo del XXI Secolo è aggregabile in prospettiva una area più vasta di SEL e possa comprendere elettorato della FEM e del PD. Ma senza un profilo identitario chiaro un soggetto politico non fa molta strada. Se è sbagliato rinchiudersi nel recinto minoritario di un comunismo astratto ed astorico è altrettanto sbagliata la posizione di chi propugna una “sinistra senza aggettivi” di sapore nuovista, quasi da veltronismo di sinistra. La scissione tra Socialismo e sinistra è la madre delle sconfitte culturali e politiche della sinistra italiana. Sul superamento di tale scissione deleteria deve lavorare la nostra associazione. Lo deve fare all’interno di SEL e lo deve fare oltre SEL. Vedete compagni io credo che, a parte poche eccezioni, pochi all’interno degli attuali gruppi dirigenti della sinistra abbiano la consapevolezza della profonda crisi di sistema di quella “costituzione materiale” chiamata II Repubblica. Costituzione Materiale perché essa ha significato uno specifico sistema di rapporti politici, di relazione tra politica ed economia, tra politica e realtà territoriali. Un sistema fragile che non è riuscito a creare un equilibrio stabile (non a caso si parla di “transizione infinita”) e che ora pare giunto al capolinea con gravi incognite su da cosa possa essere sostituito. Il guaio è che in questa crisi di sistema la sinistra si trova al minimo delle sue forze. I partiti sono importanti (chi è della mia generazione lo sa per certo); ma i partiti “vivono” nel sistema e sono soggetti alle sue leggi (costruire alleanze, essere presenti nelle istituzioni): pertanto non sono in grado di prefigurare una fuoriuscita dal sistema stesso (perlomeno non da soli). Questa è la ragione per cui ritengo che le associazioni politiche di tendenza, in una fase critica come l’attuale, abbiano una rilevanza particolare in quanto strumenti più agili dei partiti e maggiormente in grado di legare insieme elaborazione culturale-progettualità politica, creazione di comunità politica in cui si intergra riflessione , dibattito e lavoro politico. Dobbiamo concepire quindi associazioni e partiti come due forme di comunità politiche differenti nelle modalità d’essere ma convergenti negli obbiettivi. Quindi massimo impegno nel percorso costitutivo di SEL ma anche massima autonomia nell’elaborazione politica. Anche per far capire a chi in SEL ragiona troppo da ceto politico (non certo Vendola ) che c’è molto più da guadagnare (per il progetto di SEL) confrontandosi con chi vuole discutere di idee e progetti che tenere in caldo qualche posticino per dirigenti del PS che non hanno avuto il coraggio di fare una seria battaglia nel proprio partito per sostenere SEL (come altri hanno invece fatto) e vogliono mantenere i piedi in più staffe . Credo che comunque il percorso sia tracciato. Una convenzione nazionale dell’area socialista di sinistra per lanciare la nostra idea è indispensabile. I socialisti si sono sentiti di fatto estranei alla II Repubblica. Non i craxiani (di vario tipo) mossi più da rancori che ragionamenti (per non parlare dei furboni andati con il Cavaliere). Chi è rimasto più estraneo culturalmente e politicamente a questi ultimi quindici anni è stato il socialismo di sinistra (quello di Lombardi e Fernando Santi). Questo socialismo che può trovare nuova linfa in Europa dopo la crisi della destra socialdemocratica di Blair e Schroeder può anche essere il filo conduttore della rinascita della sinistra italiana (fuori dalla II Repubblica).

PEPPE GIUDICE



9 commenti:

  1. Ok ragazzi, compagni, vi aspettimao. ma datevi una mossa, altrimenti ci perdiamo nelle verbosità in un momento in cui non abbiamo tanto tempo per relizzare i nostri progetti. da domani in puglia partiamo con i comitati per le primarie, fra tre mesi ci sono le elezioni, a breve dobbiamo proporci come alternativa al PD ed al PDL, cerchiamo anche di essere realistici. Va bene la discussione e l'elaborazione teorica, ma il malato è grave e servono rmedi immediati.

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  2. Giuseppe Giudice30 dicembre 2009 10:10

    Ma per l'appunto ho parlato dei due piani: quello relativo al partito che deve sottostare ai tempi tipici del partito e quello dell'associazione. Io sono iscritto a SEL e basta ma aderirò all'associazione. Sono stato candidato alle provinciali di Potenza con "Sinistra per la Basilicata" e darò il pieno impegno per SEL alle regionali (senza candidarmi) perchè credo nel progetto (pur con i suoi limiti). La battaglia per le regionali è importante (particolarmente in Puglia), ma il problema di costruire una nuova sinistra va molto oltre le regionali.

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  3. Non si tratta sol di aspettarci ma anche DI VENIRCI SERIAMENTE INCONTRO. Io sono un tipo schietto e senza peli sulla lingua anche perché non ho altra ambizione che realizzare seriamente un vero progetto politico alternativo, non devo arrivare d qua o di là, o entrare in qualche stanza dei bottoni.
    Per cui, molto sinceramente, non voglio passare da una nomeklatura autoreferenziale alle forche caudine di qualche "forchettone rosso".
    VOGLIO CHE SI APRA SERIAMENTE UN DIBATTITO IN SEL SUI VALORI E SULLA PRESENZA SOCIALISTA IN SEL.
    Non mi interessa lo strapuntino, mi interessa che vengano riconosciuti a pieno titolo e con pari dignità coloro che si fanno portatori di questi valori e che si tracci un percorso in cui tali valori siano concretizzabili.
    Se e quando ciò avverrà NOI CI SAREMO E NON SAREMO SOLI.

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  4. Altra questione è la vittoria di Vendola che tutti noi sosteniamo almeno per come ci è possibile, qui nel web dove io almeno mi sto spendendo molto. Purtroppo non tutti abitiamo o viviamo in Puglia. L'auspicio che anche i socialisti pugliesi lo facciano è molto forte, e evidentemente ci auguriamo che cresca.

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  5. Mario, senza una elaborazione politica e programmatica SeL sarebbe un piccolo Pd o una Rifondazione del nulla...
    I socialisti come Peppe, Carlo e Franco Bartolomei con il contributo di tutti gli altri socialisti che credono nel progetto, da mesi si stanno adoperando ad elaborare ciò che serve ad un Partito Vero...
    chiarito questo, dalle mie parti non è mai mancato l'impegno e l'operatività in campagna elettorale ...senza chiedere nulla in cambio!!!

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  6. Ok, conosco personalmente carlo e franco. con loro abbiamo già condiviso qualche cosa. il discorso sul socialismo, è giusto che si faccia ed in modo serio. ma mi sembra che nichi a più riprese lo stia già facendo. mi sembra che le premesse ci siano tutte per intavolare una seria discussione. e mi sembra che, lo potete testimoniare, la volontà non manchi.

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  7. Non ci manca nulla. Ci sono tutte le premesse e i dati concreti per realizzare pienamente un progetto innovativo condiviso.
    Io già ritengo, e l'ho scritto anche in un mio precedente intervento, che Nichi Vendola sia un leader del Socialismo del Terzo millennio, attendo pazientemente che anche lui, passi dal "bisogno" alla piena convinzione. Naturalmente finché ce lo consentirà, lo aiuteremo con grande gioia ad esserne pienamente consapevole..

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  8. Giuseppe Giudice31 dicembre 2009 09:22

    Nichi Vendola è sempre stato molto chiaro sul fatto che la CULTURA SOCIALISTA è componente imprescindibile della sinistra del futuro. Personalmente non ho mai ascoltato un ex dirigente del PCI parlare con grande amore e passione della tradizione del socialismo italiano. Dipende dal fatto che Nichi (lo chiamo affettuosamente Nicolino) è veramente un comunista eterodosso, un uomo mentalmente libero e che ha conosciuto i guasti di quel cinismo burocratico che ha prodotto i D'Alema ed i suoi sottoprodotti.
    Noi siamo tutti impegnati affinchè SEL abbia il miglior risultato possibile alle regionali. In Puglia si tratta di dare un grosso ceffone politico ai D'Alema ed ai La Torre, nel senso di sconfiggere una posizione deleteria (frutto della putrefazione del
    togliattismo) che punta ad impedire la ricostruzione dela sinistra.
    Le regionali sono una sfida decisiva ma dobbiamo essere consapevoli che il percorso di ricostruzione della sinistra è lungo e tortuoso. Unire l'elaborazione culturale al lavoro politico è quindi essenziale.

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  9. Ci sono molti passaggi e varie citazioni che sarebbe interessante raccogliere e mostrare, per avvalorare il fatto che Nichi Vendola è davvero un leader del Socialismo del Terzo millennio. Passaggi che mostrano innanzitutto il suo coraggio e la sua originalità rispetto al suo schieramento originario di appartenenza.
    Ora ci vuole solo la pazienza di aspettare il cosiddetto "suggello definitivo" il superamento definitivo dell'esperienza fallimentare di un partito socialista italiano, così come si è mostrata negli ultimi quindici anni, e contemporaneamente, la nascita di un partito di nome e di fatto SOCIALISTA, che rappresenti le istanze migliori e condivise del Socialismo del Terzo millennio.
    E' un compito che evidentemente non spetta solo ad un leader politico ma a tutti noi, per cui dobbiamo lavorare nei prossimi mesi con estrema pazienza, ma anche con molta determinazione.

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