martedì 23 marzo 2010

La Sinistra del Fare, la Sinistra del ... Futuro ! Le Marche che verranno !

La Sinistra del Fare, la Sinistra del ... Futuro !
Le Marche che verranno !

di Manfredi Mangano

In primis devo scusarmi nuovamente per l'assenza prolungata, è stata una settimanaccia ! Vi devo però di nuovo ringraziare, sul blog abbiamo sfondato quota 600 e marciamo a ritmi di 15-30 visite al giorno ! Magari saremo "blog pieno e urne vuote", però per me è comunque una grande iniezione di entusiasmo ... vi comunico inoltre che sui muri della nostra cara città ci sono ora ufficialmente attaccati i miei manifesti ! Ditemi cosa ve ne pare ;)

E veniamo ora alla ciccia, che quest'oggi, complice anche l'imminente arrivo della nostra scadenza, si preannuncia ben corposa. Con voi voglio infatti ragionare, quest'oggi, su alcuni cenni di una possibile "nuova direzione" per le nostre Marche, e più in particolare per la nostra Fabriano.


E' chiaro che il modello della monocultura industriale fabrianese ha fallito. Allo stesso modo, hanno fallito più generalmente i nostri grandi imprenditori locali, lesti a organizzare cordate per la CARIFAC ma non altrettanto a innovare i loro prodotti, e quindi in larga parte travolti dalla crisi (chiaro segno sono gli altri rami della famiglia Merloni, Ariston e con più difficoltà MTS, che avendo largamente investito sulla modernizzazione dei prodotti, hanno superato finora quasi agevolmente la bufera). Ecco perchè sono estremamente felice che nel nostro panorama economico locale siano entrati due soggetti come la China Machi Group e VenetoBanca. Diceva l'economista Schumpeter che quando un imprenditore smette di inventare, e le sue creazioni si diffondono nel sistema economico, allora inizia la crisi, fino a quando qualcun'altro non arriva con idee più nuove. Questo è esattamente ciò che ci è successo, complice anche l'isolamento in cui la cappa protettiva targata Merloni ci ha tenuti finora.

Ecco perchè abbiamo un disperato bisogno di energie, pratiche imprenditoriali, modelli nuovi. Perciò, ben venga l'asse "Marco Polo" nel sistema economico cittadino. E ben venga anche una strategia di collaborazione con le Università cinesi, come quella avviata dall'Università di Camerino, dall'Università di Macerata e in passato anche dalla sede fabrianese dell'Università di Ancona: se i cinesi vengono da noi a fare innovazione, direi che non possiamo che cogliere l'occasione, e cercare di "mettere in rete" il nostro sistema universitario e di ricerca, di fronte a un mercato potenziale di queste dimensioni.
Una forma di collaborazione, peraltro, eventualmente allargabile anche alle imprese "straniere", seguendo nuovamente l'esempio dell'Università di Camerino, con la sua strategia di collaborazioni imprenditoriali e di imprese controllate dall'Ateneo che permette di mettere a frutto il settore ricerca e di aumentare le disponbilità economiche dell'Università stessa.

L'altra grande ragione per cui considero strategico l'arrivo di questi due gruppi è la loro dimensione geoeconomica: il China Machi Group produce sopratutto per il mercato balcanico e nord africano; VenetoBanca ha una dimensione adriatica che tocca anche i paesi balcanici, e la Regione ha investito pesantemente nelle infrastrutture portuali, aeroportuali e nella cooperazione allo sviluppo con queste aree geografiche. Come evidenziato dal video di LIMES che ho postato qualche tempo fa, il Mediterraneo ha tutte le carte in regola per essere la "nostra Cina", se lo sapremo sfruttare. Ben venga perciò l'inserimento della nostra regione in questa dimensione geopolitica e geoeconomica, è una sfida che possiamo e dobbiamo vincere.


Ma ciò non toglie che non possiamo ricadere di nuovo nella tentazione del "papà", sia esso papà Merloni o papà Mao. E' fondamentale diversificare il nostro sistema economico locale, incoraggiando la crescita del terziario e del terziario avanzato, e innovando le forme e i prodotti del settore industriale.


In quest'ottica, ritengo fondamentali:


-Il potenziamento della rete ferroviaria regionale, per decongestionare il sistema viario, per creare nuovi posti di lavoro, per assicurare collegamenti più efficienti e per rendere conveniente investire in zone ad oggi marginalizzate o in crisi della regione, come Urbino, Fabriano, o il Maceratese / Ascolano. In particolare, Fabriano, per la sua posizine geografica, può ambire a diventare uno snodo commerciale importantissimo, piazzata com'è sulla direttrice per Roma. Vanno perciò potenziate le reti Fabriano-Ancona, Fabriano-Civitanova e Fabriano-Pergola, e riaperta una linea Pesaro-Urbino da connettere con quest'ultima.


-Il potenziamento al massimo delle loro potenzialità delle nostre infrastrutture portuali, come avviato dal nostro assessore Lidio Rocchi, per inserirci nei mastodontici traffici commerciali del Mediterraneo.


- Il superamento definitivo del "digital divide" in tutta la Regione, a cui nella provincia di Ancona sta lavorando il nostro assessore Antonio Gitto. Internet, oltre a configurarsi come un "diritto di terza generazione", è anche un prerequisito fondamentale per la creazione di uffici e infrastrutture amministrative / produttive: in tal senso, rendere Fabriano una città "Wi Fi" potrebbe rilanciare il centro città oramai svuotato di attività commerciali. E' inoltre fondamentale colmare una volta per tutte il "buco Internet" delle nostre frazioni, anche qui per rilanciarne la funzione economica.


-La realizzazione, tramite l'Euroregione Adriatica a cui le Marche partecipano, di legami sempre più stretti tra le regioni del nostro Mare.


-Un chiaro e deciso investimento sul turismo e sulle attività culturali, in particolare nella negletta Fabriano, col sostegno alle associazioni culturali, e la creazione di "sistemi turistici integrati" tra l'interno e la costa, o tra le diverse aree dell'interno, mettendo in collaborazione tra loro le bellezze del nostro territorio. A questo va tuttavia affiancato un rilancio della nostra rete di trasporto pubblico locale, che particolarmente nell'area montana della provincia di Ancona è molto carente.


- Un potenziamento dei nostri legami con l'Europa: il Presidente Spacca si è impegnato a vincere la sfida dei bandi di eccellenza dell'Unione Europea, ma per farlo è necessario far entrare Bruxelles nella vita quotidiana, e abituare i nostri giovani e i nostri imprenditori a "pensare Continente". Propongo perciò alla Regione la realizzazione di un piano che permetta quantomeno a tutti i maggiori centri informagiovani marchigiani di dotarsi di un Punto Eurodesk, in cui imprese e cittadini possano interfacciarsi con le opportunità offerte dall'Unione.


Che ne pensate ? Come sempre, discutiamone su manfredimangano.splinder.c om !

A presto !

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