martedì 30 luglio 2013

Gruppo federato Sc-Civiche-Psi Marche / Prima iniziativa del genere in Italia

(ANSA) - ANCONA, 30 LUG - I consiglieri regionali Sandro Donati (Scelta Civica), Dino Latini (Liste Civiche) e Moreno Pieroni (Partito socialista) hanno costituito un Gruppo consiliare federato, un'iniziativa unica per ora nel suo genere in Italia. Ciascuno rimarrà nel proprio gruppo di appartenenza politica, ma su proposte di legge e temi di largo respiro, i tre consiglieri assumeranno posizioni comuni. In attesa di valutare quali sviluppi riserverà il quadro politico nazionale.


 

PSI - COSTAMAGNA SU DIRITTI CIVILI !

La frase pronunciata ieri da papa Francesco, "Chi sono io per giudicare un gay?" riesce a rompere, con un messaggio semplice e rivoluzionario insieme, un tabù millenario. La dichiarazione del Pontefice spazza via posizioni superate, apre un capitolo nuovo sul tema dei diritti civili ed avvia un percorso di superamento di pregiudizi radicati da lunghissimo tempo. Una presa di posizione, la sua, che merita pieno sostegno e condivisione. Se la massima autorità della Chiesa cattolica è capace di passi avanti di questo genere, non possono essere da meno le istituzioni laiche. Il comune di Civitanova Marche farà la propria parte per quella che è una vera e propria battaglia di civiltà. Subito dopo la stagione estiva, d'accordo con la maggioranza, intendo presentare al primo consiglio comunale utile il regolamento per l'istituzione del registro delle unioni civili. Un provvedimento che non interessa ovviamente solo le coppie omosessuali, ma tutte quelle coppie non unite dall'istituto del matrimonio, e che rappresenta un passo avanti per tutta la collettività.

Sempre a settembre, credo si possa pienamente accogliere il suggerimento dell'artista Anna Donati, che ha proposto il conferimento della cittadinanza onoraria al ministro Cecile Kyenge. Un'idea pienamente condivisibile, che intendo porre all'ordine del giorno del consiglio. La città di Civitanova Marche avrà modo così di essere protagonista di un grande momento di civiltà, lanciando due profondi e significativi messaggi di apertura ed integrazione.




Il Presidente del Consiglio comunale di Civitanova Marche

Consiglio Nazionale del Partito Socialista Italiano

Ivo Costamagna

lunedì 29 luglio 2013

LUCIANO VITA / PSI MARCHE - COMPAGNI...UN ATTIMO DI ATTENZIONE !

AI COMPONENTI DEL DIRETTIVO REGIONALE
AI SEGRETARI PROVINCIALI
AGLI INVITATI PERMANENTI
 
L O R O - S E D I -
 
p.c. Al Segretario Nazionale
Sen. Riccardo Nencini
 
p.c. Al Responsabile Nazionale Enti Locali PSI
Sen. Gerardo Labellarte

Cari compagni e care compagne,

a seguito della richiesta del compagno Moreno Pieroni di convocare una segreteria regionale, allargata ai segretari provinciali, per lunedì 29/luglio p.v., si è sviluppato un serio dibattito nel partito,poiché ho ritenuto che l’argomento da trattare non potesse essere di competenza della sola segreteria, ma del massimo organo del partito , e cioè il direttivo regionale.

Come molti di voi sapranno il compagno Pieroni mi chiedeva con urgenza di convocare la segreteria per decidere su una proposta di alleanza nell’assemblea legislativa delle Marche tra “Alleanza Riformista-PSI, l’API e il rappresentante della lista montiana(che allo stato non è dato sapere chi è) alla quale ho risposto,comunicandolo a tutti i componenti del direttivo regionale ed ai segreteri provinciali, che una decisione del genere,per la sua rilevanza politica,per di più alla vigilia dell’avvio delle fasi congressuali, non poteva essere di competenza della sola segreteria regionale, sia pure allargata ai segretari provinciali.

Sull’argomento il dibattito si è sviluppato tra chi ritiene che debba convocare la segreteria e chi invece reputa più corretto convocare il direttivo regionale.

Alcune delle risposte pervenute mi lanciano accuse ed attacchi personali invitandomi a presentarmi alla segreteria o al direttivo dimissionario per “ i miei soliti comportamenti scorretti” (Canonico) ed altri per la mia” fallimentare gestione nella composizione del rimpasto della Giunta Regionale”da cui i socialisti sono stati esclusi, addossandomene la completa responsabilità(Marangoni).
Ho già avuto modo, rispondendo al compagno Catraro, che non cado nelle provocazioni,che il mio mandato di segretario è, ed è sempre stato a disposizione del partito, e che risponderò politicamente nelle sedi opportune.
 
Mi si chiede la convocazione del direttivo regionale entro agosto ???? Bene non ho problemi.!!

Premesso che su richiesta del Segretario Nazionale, e contro il mio parere per il rischio che la riunione non riuscisse per scarsa partecipazione, ho convocato l’11/Luglio/ u.s.(giovedì alle ore 17,30) a Porto San Giorgio il direttivo regionale, e che allo stesso hanno partecipato soltanto 8 componenti su 43,

CHIEDO

a tutti i componenti del direttivo regionale ed agli invitati permanenti,cui questa nota è indirizzata, di farmi sapere entro e non oltre il venerdì 2 Agosto ,se sono favorevoli allo svolgimento del direttivo stesso da convocarsi indicativamente per il 9 o 10 agosto e se garantiscono la loro partecipazione.

Se almeno la maggioranza dei suoi componenti garantirà la loro presenza, provvederò a convocare la massima assise regionale del partito con all’ordine del giorno i seguenti argomenti:

1)  Rimpasto di Giunta Regionale - Rapporti del partito con il Presidente Spacca .
 
2) Posizione politica del PSI per il mandato di fine legislatura nella regione Marche - Alleanze.

3) Esame risultati e valutazione politica elezioni amministrative nel Comune di Ancona.

4)  Avvio delle fasi congressuali nazionali.

5)  Vogliamo organizzare la festa Socialista Regionale per il mese di Settembre ?

 
Se non mi perverranno indicazioni favorevoli allo svolgimento del direttivo,da svolgersi comunque comunque prima di ferragosto, preannuncio fin dora che ai primi giorni di Settembre convocherò un attivo regionale su tutti gli argomenti di cui sopra ed altri che mi verranno indicati, quant’anche le dimissioni da segretario regionale se mi verranno richieste,certamente non da singoli ed isolati compagni.

In attesa di vostre risposte, porgo fraterni saluti.
 

Porto Sant’Elpidio -  li 28 Luglio 2013
 

IL SEGRETARIO REGIONALE  PSI - MARCHE
 
(Luciano Vita)






venerdì 19 luglio 2013

LUCIANO VITA / PSI - LETTERA APERTA AL SEGRETARIO RICCARDO NENECINI

Caro Riccardo, faccio seguito al colloquio telefonico avvenuto circa un'ora fa (ore14,00 del 19/7/2013), per rivendicare il mio diritto di opinione senza lesa maestà di alcuno, tantomeno la tua.
Riccardo, se cè una cosa di cui sono orgoglioso è quella che in tutta la mia vita non ho mai tramato nell'ombra e dico sempre quello che penso.

In questo caso te l'ho detto con lo stesso strumento (la rete) con cui tu, tramite l'addetto stampa del partito, comunichi le tue iniziative parlamentari e non.

Nel merito ti confermo la sequenza dei fatti e non basta che prenda atto della rettifica fatta dal senatore Casson; continuo a sostenere la posizione contradditoria del gruppo senatoriale socialista rispetto alle dichiarazioni fatte il giorno prima,poichè non è credibile che per te e per il gruppo senatoriale siano bastate le precisazioni fatte( è molto più credibile pensare che siano state estorte?) dal dimessosi capo di Gabinetto di Alfano, che le proprie dichiarazioni di qualche giorno prima ,coincidevano con quelle del ministro.

La tua stessa dichiarazione (che a differenza di quanto tu sostieni ho letto molto bene) , che nel chiedere tra l'altro l'espulsione dell'ambasciatore kasako, evidenzia senza ombra di dubbio la gravità dell'accaduto che agli occhi del mondo fa apparire l'Italia come "la repubblica delle banane", a mio avviso rende contradditorio il voto espresso dai senatori socialisti.
Puoi anche non condividere questa mia opinione CHE IO RISPETTO, MA CHE ALTRETTANTO PRETENDO DA TE NEI MIEI CONFRONTI

Circa l'organizzazione dell'ultimo direttivo nelle Marche a Porto San Giorgio, non accetto questa tua critica che non hai potuto parlare ai compagni dei problemi del partito perchè era presente una consigliera regionale del PD per le seguenti inoppugnabili ragioni:

1) Ho cercato in tutti i modi con te e con la tua segretaria Arianna di farti desistere dall'iniziativa, poichè di giovedì, alle ore 17,30 la riunione non sarebbe riuscita: E così è stato con soli 8 componenti del direttivo regionale presenti su 42. Ti avevo chiesto un'altra data ma non sei stato disponibile per precedenti impegni già assunti.

2) la presenza della stragrande maggioranza di iscritti e simpatizzanti del fermano, rispetto ai componenti del direttivo regionale, è dovuta all'impostazione che tu hai voluto dare all'iniziativa, cioè una conferenza stampa sui problemi della crisi della Indesit, sulle proposte in materia di lavoro del gruppo parlamentare socialista, sulla commemorazione della morte del compagno Giacomo Brodolini, e......a seguire il direttivo regionale.

3)  in relazione a questa situazione ci è sembrato ( a tutti ed anche a te) che non era il caso di dire alla consigliera regionale del PD che era venuta per sapere quali iniziative i socialisti volesssero prendere in materia di lavoro e per i dipendenti dell'Indesit, di " farci la cortesia di andarsene" perchè dovevamo parlare dei cavoli nostri.

Premesso tutto ciò, io non mi diverto a sparare addosso al segretario Nazionale del mio partito, anche perchè prima di dire la mia opinione attendo che tu ci dica con documenti ufficiali, quali sono le tue proposte per il congresso nazionale.

Infine caro Riccardo da te mi aspetto un pò più di rispetto e gratitudine, poichè nelle Marche, grazie anche a me, pur non condividendo le tue scelte politiche alle ultime elezioni(mancata partecipazione alle primarie e mancata presentazione delle liste), viste le decisioni finali, come gruppo dirigente delle Marche, segretario regionale in testa, siamo stati (tutto il gruppo dirigente meno il compagno Gitto) lealmente e convintamente impegnati in tutta la campagna elettorale, in tuo favore ed al tuo fianco, in tutto il territorio marchigiano, senza del quale , al Senato, il PD avrebbe rischiato di non ottenere il premio di maggioranza che sarebbe potuto andare ai grillini.

Ti dico tutto ciò con il rispetto che debbo al mio segretario nazionale ma anche rivendicando il diritto di dirti quello che penso e di partecipare ,o meno, alle iniziative promosse dai socialisti, o con la loro presenza.

Resto in attesa di sapere cosa pensi di fare per il prossimo congresso e riservarmi, nella libera dialettica di partito, di farti sapere il mio pensiero.

Fraterni saluti socialisti.

PS.: Guardati dai colonnelli , o presunti tali fino a ieri, e fidati meglio di quei compagni/e che alla luce del sole, possono sembrarti anche scomodi, ma che lealmente ti dicono come la pensano e non ti pugnalano alle spalle.


Ancona, li 19 / luglio / 2013
 
 
Luciano Vita   
Segretario Regionale del PSI - Marche


SHALABAYEVA. NENCINI: L'AMBASCIATORE KAZHAKO IN ITALIA SIA DICHIARATO PERSONA NON GRADITA

Venerdì 19 luglio 2013 - Il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini è intervenuto questa mattina nell'aula di Palazzo Madama nel corso della discussione generale sul caso dell'espulsione dall'Italia di Alma Shalabayeva e della figlia.
 
Ecco il testo integrale del suo intervento:

NENCINI (Aut-PSI). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, Ministri, ascolto sempre con attenzione la passione del senatore Compagna e condivido il suo giudizio sull'Italia giolittiana. Il senatore Compagna però ha dimenticato di ricordare all'Aula che i corpi dello Stato hanno segnalato per lo meno quattro problemi - io ne segnalerò cinque, signor Presidente - ed un effetto contingente, legato al fatto di cui il Senato oggi discute.
C'è stata una palese violazione dei diritti umani, già ricordata.
Il capo della Polizia Pansa - ed è il secondo punto - segnala errori del Dipartimento di pubblica sicurezza, fra le altre cose eccessivamente prono alle pressioni dell'ambasciata kazhaka.
Terzo: un'attività dei nostri Servizi che possiamo definire sorprendente (l'interpretazione del termine sorprendente la affido alla sensibilità di ciascuno di noi). Io vi aggiungo due fattori, che non sono collaterali. Anomalie nella ricostruzione dei fatti accaduti, poi tacitate dal prefetto Procaccini con una laconica dichiarazione nel pomeriggio del 17 luglio, successiva alle interviste che i quotidiani pubblicavano quella mattina.
Il prefetto Procaccini dichiarava che non c'è alcuna differenza di visione con il ministro Alfano; e questo ci basta.
Quinta ed ultima questione, cosa citatissima in quest'Aula, ma che riveste una valenza esclusivamente e decisamente politica: il ruolo politico del Ministro dell'interno, di qualsiasi Ministro dell'interno, che non è, alla maniera di Fouché, soltanto un ministro di Polizia.
L'effetto evidente e contingente è il groviglio della matassa di questioni e di errori che sono stati compiuti quando si scontra con la legge Bossi-Fini, che non è ultima nella ricostruzione delle vicende accadute.
Errori, manifesta debolezza di una norma dello Stato, soggezione diplomatica, violazione di un diritto, funzioni politiche del Ministro dell'interno, compromesse in giorni caldi - non questi, signor Ministro, ma quei giorni - per lui e per il partito al quale appartiene.
Della legge Bossi-Fini e degli inammissibili automatismi con cui la applica l'autorità giudiziaria da ultimo rimangono vittime una madre e una figlia.
Lo sta documentando in maniera perfetta il difensore della signora Shalabayeva, il professor Vincenzo Cerulli Irelli, e lo farà a giorni.
C'è da chiedersi, signor Presidente, dove sarebbe finito l'ambasciatore americano, se nel 1985 si fosse rivolto al Capo di Stato Maggiore o al comandante dei Carabinieri per ottenere la consegna di Abu Abbas.
Quello che converrebbe fare e che converrebbe chiedere, ora, subito, da parte del nostro Ministro degli affari esteri è che dichiarasse intanto persona non gradita l'ambasciatore kazhako in Italia. (Applausi dai Gruppi Aut-PSI, Misto-SEL e M5S). È cosa che possiamo fare rapidamente e sarebbe cosa buona e giusta, come è già stato chiesto, peraltro, da autorevoli rappresentanti del Senato della Repubblica italiana.
Ma c'è da chiedersi soprattutto cosa giustifichi la disinvoltura con la quale l'alta burocrazia ritiene di poter ignorare l'autorità politica o addirittura disattenderne gli indirizzi, se la ricostruzione dell'accaduto è la verità di ciò che è accaduto. La risposta è apparentemente semplice ed ha a che fare con la precarietà del quadro politico, oltre che con la retorica con cui, nel corso del ventennio, si è enfatizzata l'autonomia dell'amministrazione rispetto a un potere politico sempre sospettato di essere parziale.
Signor Presidente, non partecipiamo al gioco al massacro verso il suo Governo, ma vogliamo chiarezza e siamo felici che lei sia qui a portarla; pretendiamo verità per quello che è accaduto e possiamo anche esigere un «colpo di reni» da parte del suo Governo e forse anche una rilettura della maggioranza che la sostiene, se chi la sostiene talvolta lo fa con sospetto e invece chi non ha deleghe, nei momenti cruciali, le vota la fiducia.
Perché questo stiamo oggi facendo, qui ed ora: rinnoviamo a lei la nostra fiducia, per l'impegno che lei assume e per allontanare l'Italia dal precipizio sul quale si affaccia.
Non ho dubbi, signor Ministro, che un atto di responsabilità individuale conferirebbe al Governo maggiore forza e autorevolezza. Non parlo di una crisi di Governo, perché questa sarebbe irresponsabile. Solo degli ingenui possono continuare ad agitare le insegne della campagna elettorale permanente, come se fossero destinate prima o poi a diventare programma di Governo. Solo degli ingenui, insomma, potrebbero immolare un Governo che c'è, sull'altare di un Governo che non c'è, immaginando che la frattura attorno a cui rigenerare il sistema politico ed economico sia quella che passa da diverticoli di campagna e non quella che divide l'Italia dall'Europa, lo sviluppo dalla stagnazione, la cittadinanza dalle corporazioni.
Gli atti di responsabilità verso lo Stato che si serve vengono prima dell'appartenenza ad un partito. Si giura sulla Costituzione, signor Ministro, e si serve non un partito, né un leader, ma un popolo.
La ragion di Stato richiede decisioni nette e tutte le decisioni che vengono richieste in questo caso sono orientate nella medesima direzione.
La ragion politica soccombe di fronte alla ragion di Stato, quando con questa si mostra incompatibile.
La nostra responsabilità, signor Ministro, è qui, in bella vista, e consiste nel rifiutare ogni posizione demagogica, che ci onorerebbe di una moltiplicazione di «mi piace» sulla rete, ma che ci riporterebbe, terribilmente, alla scorsa primavera. La responsabilità è un valore condiviso nel Governo della cosa pubblica.
Nel mese di luglio l'Esecutivo ha dedicato molto del suo tempo a sciogliere due nodi in nulla programmatici e in nulla afferenti al miglioramento dello stato di salute delle famiglie italiane.
La sua responsabilità, signor Ministro, vorrei sapere quand'è e dov'è.

mercoledì 10 luglio 2013

GIACOMO BRODOLINI - 11 LUGLIO 1969 / 11 LUGLIO 2013

Domani 11 luglio ricorrono 44 anni dalla scomparsa di Giacomo Brodolini. Come ogni anno ci ritroveremo a Recanati per ricordare la Sua immensa figura di uomo di Stato, di politico, di sindacalista e di socialista. L'appuntamento per la commemorazione, bandiere socialiste in mano, e' per le ore 12,00 considerando che l'amministrazione Comunale di Recanati ci ha comunicato il cambio di orario, quindi non piu' alle ore 10,45 ma alle ore 12,00 all' ingresso del Vecchio Cimitero di Recanati.

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