martedì 25 agosto 2009

Senigallia: Renato Pizzi,
lascio la segreteria del Partito Socialista
di Giulia Angeletti - http://www.viveresenigallia.it

Renato Pizzi ha deciso di lasciare la carica segretario nel Partito Socialista di Senigallia. Non è in discussione la sua adesione al Partito, e anzi guarda con fiducia alle prossime elezione comunali, in cui il Partito potrebbe appoggiare Roberto Mancini.

Cosa ha significato la sua esperienza in politica nel Partito Socialista?

È stata un’esperienza molto bella. Ho preso la tessera dei Giovani Socialisti quando avevo 14 anni, al tempo di De Martino. Quando ho iniziato la vita politica in modo attivo, il partito era molto forte a Senigallia, nelle elezioni comunali del ’90 raggiunse il 20%, un successo storico molto importante. Ma poi siamo stati esclusi dal governo, e in poco tempo il partito è imploso: da 650 iscritti e numerose sezioni che eravamo, si è registrato un calo considerevole. Fu poi nel ’94, che il candidato socialista, Orciari, rischiò di andare al ballottaggio con Mariani. Ma le cose andarono male.

Perché il Partito Socialista a Senigallia è uscito dalla maggioranza, quando in Regione e in Provincia è ancora alleato con il Partito Democratico?
Quando l’attuale maggioranza formò la coalizione che sarebbe andata alle elezioni volle avere i socialisti al suo interno, più come simbolo io credo. La condizione che avevamo posto è che ci fosse stata una presenza socialista nella giunta, richiesta accontentata con l’assessorato di Nilde Cerri. Ma alla morte della Cerri, quella poltrona andò ad un esponente dell'allora Margherita, e non a Paola Mancini, che noi avevamo proposto. Per una questione di dignità politica siamo usciti dalla maggioranza. A Senigallia ci fu quindi uno strappo, ma ormai non stiamo più a recriminare nulla, è acqua passata. I socialisti sono storicamente schierati a sinistra, non è quindi strano che in regione e in provincia stiamo con la sinistra, e con ottimi risultati.

Quali sono le maggiori divergenze che avete avuto e che avete tutt’ora con l’attuale maggioranza?

C’è stato un modo di gestire la politica che ha disgregato il tessuto sociale, nascono comitati civici ogni giorno per fare rivendicazioni che l’attuale maggioranza non fa. Si è puntato molto su una politica di economia finanziaria, e non di economia sociale: si sono mossi i soldi, ma non si è creato lavoro. Per esempio si sarebbe potuto fare di più e meglio in fatto di edilizia popolare. Questa sarebbe stata una buona politica da fare in una città come Senigallia. Noi siamo poi stati critici sul progetto dell’ex Colonie dell’Enel, sul progetto dell’ex Sacelit, e su quello di Palazzo Gherardi. Per quanto riguarda la Complanare, è un problema che non convince neanche gli addetti ai lavori. Ricordo che negli anni ‘60/’70 i socialisti si erano fatti portavoce della proposta dell’arretramento dell’autostrada.


Perché da' le dimissione dalla carica di segretario del Partito Socialista?
Principalmente per una questione di rinnovamento politico. Formalmente la mia carica era scaduta da tempo, ma non eravamo riusciti a eleggere il direttivo. A novembre chiuderemo il tesseramento, e allora verrà eletto un direttivo che nominerà il prossimo segretario. Per ora il segretario pro tempore è Davide Patregnani, un giovane di famiglia socialista di Marzocca.

Cosa farà il Partito Socialista nelle comunali del 2010?

Siamo stati contattati dal comitato per Roberto Mancini sindaco. Abbiamo fatto una chiacchierata, e alcune cose sono molto condivisibili, altre un po’ meno, comunque ci siamo lasciati bene, senza ancora nessun impegno. Il nostro essere critici riguardo all’attuale maggioranza ci fa augurare un cambiamento. Sicuramente Roberto Mancini darebbe delle garanzie per questo cambiamento, ma non so fino a che punto la coalizione da lui guidata risulterebbe una coalizione coerente. Alcuni ipotizzano addirittura un terzo candidato che serva per ricompattare tutto il centrosinistra, radicale e riformista, staremo a vedere. Come partito siamo di fronte a una fase di transizione, si tratta di fare delle scelte, stiamo vedendo anche se è proponibile un Sinistra e Liberta a Senigallia, ma comunque tendo ad escludere che il partito possa correre alle elezioni da solo. Quello che ci interessa è portare avanti una politica più sociale nell’economia, con scelte che privilegino il lavoro e l’occupazione e non i metri cubi.

1 commento:

  1. A molto parziale integrazione di quanto Giulia ha sinteticamente e correttamente riportato del nostro colloquio, sono convinto che il PS di Senigallia valuterà con attenzione lo scenario politico del Centro sinistra, avrà incontri franchi e costruttivi sia con le altre formazioni che si riconoscono in Sinistra e LIbertà, sia con i candidati a sindaco. Se abbiamo incontrato il comitato per Mancini sindaco è perchè in questo campo esiste già una candidatura ufficiale, peraltro degna della massima attenzione, Non appena si presenteranno altri candidati, se questi vorranno saremo certamente pronti ad un confronto politico.

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