venerdì 18 settembre 2009

Contributo dell’Associazione LABOUR “Riccardo Lombardi” per l’Assemblea di Sinistra e Libertà

Contributo dell’Associazione LABOUR “Riccardo Lombardi” per l’Assemblea di Sinistra e Libertà: “Occorre una Carta dei principi”.

Napoli - 20 settembre 2009

Nel dibattito intorno alla creazione del Partito di Sinistra e Libertà si intrecciano problemi politici e organizzativi vari e, tra gli altri, quello di superare il verticismo senza cadere in un micro assemblearismo, quello di richiamarsi ai principi ma, nello stesso tempo, di offrire soluzioni ai problemi del momento, di pensare alle tante storie che stanno dietro a questo dibattito, ognuna delle quali ha una necessità e un diritto ad essere riconosciuta e, alle volte, difesa, di aggiornare approcci e scenari nazionali e internazionali. Il fatto è che qualunque partito deve avere principi, statuti, programmi, progetti e, anche, checché se ne dica, una storia. E un neoaggregato politico che bene o male si vuole richiamare alla storia della sinistra deve fare anche i conti con questa storia

Sembra che quell’aria liberista che nei recenti decenni ha dominato la politica di molti paesi, contaminando anche la sinistra, sia arrivata al capolinea con una crisi economica e sociale di entità mai vista prima. L’ultimo e più recente segnale positivo di una nuova coscienza critica in questo senso ci arriva dalle elezioni in Norvegia.

Ma attualmente la sinistra non può solo riprendere la vecchie politiche del welfare, ma deve aggiornare queste stesse politiche sulla base delle trasformazioni sociali intervenute. Esiste una nuova domanda che deve impegnare nuovi progetti economici e sociali con la crescita di responsabilità politica diffusa, e in questa direzione vanno le diverse opportunità offerte dall’economia della conoscenza, la nuova domanda di partecipazione responsabile, di eguaglianza dei diritti e dei doveri e delle opportunità.

Se a tutto questo aggiungiamo quelle peculiarità attuali della situazione politica del nostro paese, sulle quali vogliamo in questa occasione stendere un velo pietoso, abbiamo una pallida immagine dei problemi che ci stanno di fronte.

Insomma il compito che ci proponiamo non è da poco e seppure è vero che sarebbe utile chiudere questo percorso in tempi molto brevi, è bene che tutti si rendano conto dello spessore di questa operazione. La vicenda del PD serve anche per capire gli errori di una fretta confusa e inconcludente da evitare.

Ma certamente occorre iniziare e procedere attraverso passaggi coerenti e significativi. E allora da che parte si incomincia?...

Le formazioni politiche partitiche che partecipano a questa operazione hanno certamente tempi e metodi che devono essere rispettati Ma questo nuovo partito se deve nascere sulla base degli equilibri verticistici conseguenti è molto probabile che nasca, se non morto, certo con molti handicaps e rinunciando a quella quota di consensi esterni che da molte parti viene riconosciuta come il maggiore potenziale politico disponibile.

Noi come Labour “Riccardo Lombardi” vorremmo in questa occasione proporre un percorso che consenta di evitare questi errori. Un percorso che parte dalla presentazione di una Carta dei Principi attraverso la quale ognuno possa riconoscersi ed esprimere la propria adesione.

Noi proponiamo di mettere in campo quei personaggi ai quali, proprio per il prestigio politico-intellettuale, dovrebbe essere richiesto di elaborare la Carta dei Principi del nuovo Partito. Pensiamo a personaggi come Massimo Salvadori, Stefano Rodotà, Paolo Leon, Luciano Gallino (non sono gli unici, ma indicano un dimensione politica e culturale, oltre che una vicinanza al progetto di Sinistra e Libertà….). Una Carta dei Principi in grado di proiettare le nostre storie e i nostri valori in un progetto per il futuro del Paese e sulla quale richiedere l’adesione al nuovo soggetto politico, costruire e organizzare i coinvolgimenti di Circoli, Sezioni, Associazioni.

In questo modo è possibile immaginare l’attuazione, nell’arco di pochissimi mesi, di un percorso che superi una situazione altrimenti di stallo, o di delega verticistica, entrambe altrettanto fallimentari.


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