sabato 5 settembre 2009

IL 19 SeL SARA’ IN PIAZZA. ASSEMBLEA RINVIATA AL 20


Sinistra e Libertà ha posticipato la data dell’Assemblea nazionale di Napoli al 20 settembre per poter partecipare alla manifestazione per la libertà d’informazione che si svolgerà il 19 settembre a Roma.

L’APPELLO DEI TRE GIURISTI DEVE DIVENTARE LA BASE PER UNA GRANDE MOBILITAZIONE.


05/09/2009 - L’appello lanciato da tre autorevoli giuristi, quali Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky sta raccogliendo uno sterminato numero di adesioni cui vogliamo aggiungere anche le nostre.

Si tratta della dimostrazione che la coscienza democratica non è sopita nel nostro paese e che al contrario essa è pronta ad attivarsi ogni volta che sono messi in discussione e in pericolo fondamentali principi di libertà, quale quello di stampa e di opinione, solennemente sanciti e tutelati dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, nonché dalla nostra Carta Costituzionale.

L’attacco a questi principi è sempre stato nella storia passata il prodromo di profonde crisi della democrazia che in più casi sono sfociate in aperte e violente dittature. Per questa ragione simili atti e orientamenti vanno combattuti da subito, fin dal loro primo manifestarsi e probabilmente siamo già in ritardo. Anche questo tema sottolinea che da tempo nel nostro paese è in atto una vera e propria questione democratica, la cui non soluzione positiva può trascinarci in una fase di grave imbarbarimento della vita civile.

E’ interesse del nostro paese, di tutte le cittadine e i cittadini sostenere l’appello proposto dai tre giuristi. Per questo pensiamo che non ci si debba limitare ad aggiungere la propria firma in calce, ma che quanto scritto in questo appello possa rappresentare la base condivisa per una vasta e diffusa mobilitazione popolare, capace di dare vita ad una manifestazione nazionale la più ampia e unitaria possibile da tenersi nelle prossime settimane.

Claudio Fava

Grazia Francescato

Umberto Guidoni

Riccardo Nencini

Nichi Vendola


L’APPELLO DEI TRE GIURISTI


L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera “retoriche”, perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.

Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.

Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.

Franco Cordero

Stefano Rodotà

Gustavo Zagrebelsky


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