lunedì 25 maggio 2009

1800 FACCE PER IL FUTURO DI QUESTO PAESE

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25/05/2009 - Durante il weekend i ricercatori precari sono scesi di nuovo in piazza contro i tagli dell’attuale governo con lo slogan Senza scuola non c’è ricerca, senza ricerca non c’è futuro”.

1800 foto stese in Piazza del Popolo, con il volto di tutti i ricercatori che rischiano il posto nei più importanti centri di ricerca del paese: Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), Istituto nazionale di astrofisica (INAF), Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), Istituto per la protezione e ricerca ambientale (ISPRA), Istituto superiore di sanità (ISS). In questi centri si cerca di prevenire catastrofi come il terremoto in Abruzzo, si cercano soluzioni per i Cambiamenti Climatici, si studiano le stelle e si sviluppano nuovi medicinali, solo per fare alcuni esempi dell’importanza che questi centri hanno per la ricerca e il futuro di questo paese. Brunetta in questi giorni sta cercando di introdurre una norma che blocca la stabilizzazione dei precari con la conseguenza che molti di questi istituti vedranno ridimensionato il loro organico. All’ISPRA è stato annunciato il licenziamento di 300 collaboratori, all’INFN rischiano di perdere il posto 200 precari, all’INGV 400. Secondo i ricercatori precari “i tagli predisposti dal governo sono enormi: colpiscono pesantemente l’offerta formativa e portano al licenziamento di decine di migliaia di precari. Le università - spiegano - vedono diminuire le loro risorse del 30%, licenziano i precari e vengono costrette con il ricatto a diventare fondazioni compromettendo la loro natura pubblica”. La proposta di legge del ministro Brunetta colpirà come detto gli enti di ricerca in quanto “minacciati – sostengono i ricercatori - da estemporanei progetti di riordino, rischiano di perdere la loro autonomia mentre i precari che vi lavorano sono sbeffeggiati dal ministro Brunetta che ne annuncia il licenziamento per decreto”.

In Italia negli enti pubblici di ricerca lavorano 17.000 ricercatori dipendenti e 12.000 precari. Le stabilizzazioni riguardano circa 2000 persone. Il governo anziché preoccuparsi di come bloccarle dovrebbe promuovere un piano straordinario di assunzioni non solo per assorbire gli attuali, ma per raddoppiare il numero complessivo di addetti alla ricerca. Va incrementata la quota di investimenti pubblici destinati alla formazione, alla ricerca, alla innovazione. Questa è la terapia d’urto per competere nel mercato mondiale sulla qualità. Sinistra e Libertà si impegnerà a portare anche in Europa i problemi della ricerca italiana partendo dal Patto della Scienza che Umberto Guidoni e Alessandro Bottoni (SL) hanno lanciato in occasione della lezione tenuta ai bambini dal nostro astronauta Umberto Guidoni. ’ Ho scelto di lanciare l’impegno pubblico – dice Guidoni –nei confronti della ricerca proprio oggi, in questa piazza piena di ricercatori, per fare una promessa seria. Il futuro della scienza e della conoscenza è in mano ai ricercatori: un futuro senza ricerca, è un futuro senza progresso. Ma sembra che il nostro governo stenti a capire queste concetto’. Tra i punti del patto per la scienza, anche rendere vincolante la Carta europea dei ricercatori e il Codice di condotta per l’assunzione dei ricercatori, per definire diritti e doveri dei lavoratori, promuovere l’insegnamento delle materie scientifiche, impegnarsi per una maggiore diffusione del sapere e applicare la Dichiarazione di Berlino sul libero accesso alla conoscenza nelle discpline scientifiche e umanistiche a livello europeo.


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